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NBA: infortunio alla caviglia per Jahlil Okafor

Il giocatore era all’esordio con i Pelicans dopo aver firmato in estate un biennale parzialmente garantito

Esordio stagionale per i New Orleans Pelicans questa notte contro i Chicago Bulls, in una partita che si è conclusa con la vittoria di quest’ultimi grazie ai 21 punti di Zach LaVine e agli altrettanti per Bobby Portis in uscita dalla panchina. Per la franchigia della Louisiana ottimo debutto per Julius Randle e per Frank Jackson, che dopo una stagione fermo ai box per infortunio ha giocato la sua prima partita in maglia Pelicans realizzando 16 punti con 6 rimbalzi. È stato anche il giorno dell’esordio un altro Duke Blue Devils, Jahlil Okafor, che nei 16 minuti in campo ha prodotto un’ottima prestazione con 8 punti e 7 rimbalzi, prestazione però interrotta da un infortunio alla caviglia destra che lo ha costretto a lasciare anzitempo il campo.

L’ex Philadelphia 76ers ha effettuato degli esami direttamente allo United Center, e verrà sottoposto ad ulteriori accertamenti nella giornata di oggi. Ieri sera intanto è stato visto uscire dall’arena in stampelle e con una vistosa fasciatura di ghiaccio sulla caviglia infortunata.

Dopo una breve esperienza ai Brooklyn Nets il nativo proprio di Chicago ha firmato in estate un biennale da $3.3 milioni con i New Orleans Pelicans di Anthony Davis. Il contratto però non è totalmente garantito, anzi: del primo anno solo $50k lo sono e il secondo anno dell’accordo è una team option. La speranza è quindi che l’infortunio riportato dal giocatore, che ha già un lungo curriculum da questo punto di vista, non lo costringa a restare fuori per un periodo piuttosto lungo da convincere la franchigia ad uscire dal contratto.

I Pelicans hanno puntato su Okafor in estate, dopo che un po’ a sorpresa DeMarcus Cousins ha deciso di firmare con i Golden State Warriors ad un cifra decisamente inferiore rispetto all’offerta della squadra allenata da Alvin Gentry. Il ruolo del giocatore sarebbe stato probabilmente in uscita dalla panchina per dare una dimensione diversa ai Pelicans, permettendo a Davis qualche minuto in più di riposo e alla squadra di giocare con un centro di ruolo su cui appoggiarsi in alternativa ad un quintetto più small con Randle e Mirotic come lunghi in campo.

 

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