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Jeremy Lin svela: “Mi hanno chiamato Coronavirus in campo”. La G League indaga

Il giocatore tra le fila dei Santa Cruz Warriors ha denunciato il caso nelle scorse ore

jeremy lin

La G League ha ufficialmente annunciato di aver aperto una indagine interna dopo le ultime parole rilasciate da Jeremy Lin. Il giocatore dei Santa Cruz Warriors – squadra affiliata a Golden State – ha infatti confessato di essere stato chiamato “coronavirus” durante una partita. In un post pubblicato su Facebook nella giornata di giovedì, Lin ha parlato del razzismo verso la comunità asiatica americana e come questo sia continuamente presente nella società moderna.

Lin non ha specificato quando è stato etichettato in quel modo, così come non è chiaro se l’incidente sia avvenuto nella bolla della G League ad Orlando, dove il play attualmente gioca con la canotta di Santa Cruz. Queste le parole di Lin comparse su Facebook:

“Essere un veterano NBA da 9 anni non mi protegge dall’essere chiamato ‘coronavirus’ in campo. L’attuale generazione di americani asiatici è stanca di sentirsi dire che non subiamo razzismo. Siamo stanchi di sentirci dire di tenere la testa bassa e di non creare problemi. Siamo stanchi di bambini asiatici americani che crescono e gli viene chiesto da dove vengono VERAMENTE, di vederci derisi per i nostri occhi, di essere oggettivati ​​come esotici o di sentirci dire che siamo intrinsecamente poco attraenti. Siamo stanchi degli stereotipi di Hollywood che influenzano la nostra psiche, limitando chi pensiamo di poter essere. Siamo stanchi di essere invisibili, di essere scambiati per i nostri colleghi o di sentirci dire che le nostre lotte non sono così importanti. Voglio di meglio per tutti quelli che hanno lavorato così duramente e si sono sacrificati così tanto per guadagnarsi una vita qui. Voglio di meglio per mia nipote e mio nipote e futuri figli. Voglio di meglio per la prossima generazione di atleti asiatici americani.”

Nella giornata di ieri, Steve Kerr – coach di Golden State – ha commentato le parole di Lin, mostrando tutto il suo supporto:

“Ho appena visto il post di Facebook proprio ora. Davvero un messaggio potente. Applaudo Jeremy per le sue parole e mi associo ai suoi sentimenti riguardo al razzismo contro la comunità asiatica americana. È così ridicolo tutto questo… ed è ovviamente generato da molte persone, incluso il nostro ex presidente [Donald Trump], in quanto si riferisce al coronavirus come d’origine cinese. È semplicemente scioccante. Non lo so – non riesco a capire niente di tutto ciò, ma non riesco a pensare al razzismo in generale.”

 

 

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