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NBA, LeBron James dopo la sospensione delle partite: “L’unica cosa da cancellare è il 2020”

Per King James il 2020 è un anno da eliminare completamente

lebron james lakers

Se per LeBron James il 2020 era un anno che sperava finisse in fretta, adesso è letteralmente da eliminare. Il giocatore dei Los Angeles Lakers è decisamente frustrato per tutto ciò che è accaduto nel 2020, soprattutto dopo che la lega ha sospeso la stagione NBA una volta confermato il primo caso di Coronavirus tra i giocatori.

Il centro degli Utah Jazz Rudy Gobert, infatti, è risultato positivo al test per il Covid-19. Ciò ha scatenato il panico e ha spinto l’NBA a sospendere la stagione regolare. L’obiettivo di questi giorni sarà dunque quello di trovare possibili soluzioni per impedire un’ulteriore diffusione del virus.

Per quanto riguarda il tweet di LeBron, la vicenda Coronavirus è solo l’ultimo problema accaduto in un 2020 che si è rivelato pesante e, per certi versi, addirittura sconvolgente in tutto il mondo. A parte gli incendi in Australia, che hanno attirato l’attenzione di giocatori e tifosi, tutti sono stati scossi dall’improvvisa scomparsa di Kobe Bryant e sua figlia Gianna in quel tragico incidente in elicottero.

Lo scorso febbraio si è tenuta una cerimonia per ricordare la vita e la carriera della stella gialloviola. Ora, meno di un mese dopo, l’NBA e il resto del mondo hanno subito un altro duro colpo a causa della diffusione del virus. Proprio per questo motivo la lega sta lavorando senza sosta per elaborare misure di prevenzione del contagio.

PROVVEDIMENTI DRASTICI

Una possibile soluzione sarebbe quella di svolgere le partite a porte chiuse, opzione che LeBron James non condivideva pienamente, ma tutto è ancora possibile, dunque resta da vedere quali azioni intraprenderà la lega per affrontare questo problema sempre crescente. Adesso la NBA è ferma, ma tra qualche settimana, se il contagio dovesse arrestarsi dopo le misure del governo di Trump, l’intera macchina potrebbe ripartire.

Al momento, i tifosi, i giocatori, le squadre, i media e tutte le parti interessate del mondo NBA possono solo sperare che le acque si calmino in fretta e che tutto possa tornare al più presto alla normalità.

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