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NBA, Danny Ainge: “Irving? Per vincere abbiamo bisogno di lui”

Ainge

L’estate dei Boston Celtics ruoterà attorno alla scelta di Kyrie Irving, che potrebbe esercitare la player option presente nel proprio contratto per la prossima stagione e sondare così il mercato da free agent ambitissimo.

La dirigenza bianco-verde per ora non contempla lo scenario e si tiene stretto il suo #11. Danny Ainge non vuole permettere che le ultime vittorie di spessore ottenute in contumacia Irving cambino il giudizio sull’ambiente e sul giocatore stesso. Intervenuto sulle frequenze radio locali, il GM ha affrontato così la questione:

” È completamente illogico. Non ha senso. Se guardate ai dati delle ultime due stagioni, la nostra squadra è cresciuta in modo significativo. Non più tardi di un mese fa ci chiedevamo come cavolo avremmo fatto a mettere punti a tabellone in sua assenza. Tutti stavano faticando. Nelle ultime uscite Gordon Hayward, Jayson Tatum e Al Horford stanno offrendo un’ottima pallacanestro e Jaylen Brown ha alzato il proprio livello di gioco calandosi perfettamente  nel suo ruolo in uscita dalla panchina. Tutti devono giocare bene, ma Kyrie è di gran lunga la nostra arma offensiva più efficiente, senza dubbio. Con lui in campo, da due stagioni a questa parte, i dati in tal senso sono migliorati […] Sarebbe ridicolo sostenere il contrario.”

PUNTI FERMI

Richiamando alla memoria la propria esperienza personale sul campo, Ainge ha poi aggiunto:

“[…] Quando Larry [Bird] o Kevin [McHale] non scendevano in campo in occasione di un incontro, lì per lì ero eccitato perché la loro assenza implicava più opportunità e più tiri per tutti. Tuttavia, sapevo  che per centrare il bersaglio grosso e portare a casa il titolo non  avremmo potuto fare a meno di giocatori simili. Per quanto riguarda Kyrie, la penso allo stesso modo.”

 

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Commento

Commento

  1. Giorgio

    16/02/2019 16:58

    Senza Irving i Celtics sono 8-2, cioè hanno un record di vittorie dell’80%, più di qualsiasi altra squadra nella lega; con Irving sono 29-19, con un record del 60%, nona squadra della lega. Con Irving però hanno vinto quasi tutti gli scontri diretti più importanti, Toronto, Philadelphia, (con cui hanno vinto anche senza), Milwakee (1 vittoria e 1 sconfitta), Houston, hanno perso di pochissimo con Golden State…
    E’ chiaro che i Celtics hanno bisogno di un giocatore decisivo nei momenti che contano e nessuno in squadra è come Irving in quei momenti e in quelle partite, ma…
    Con lui in campo il gioco è Irving-centrico e al massimo pick and roll con Horford, il che costringe Tatum, Brown, Hayward a giocare di più senza palla, cosa che stanno imparando a a fare anche molto bene. Ma quando non c’è Irving e il loro gioco non è limitato, giocano molto meglio.
    Irving è clutch, ma Tatum potrebbe diventarlo anche di più e se mai si prende la libertà di sbagliare per crescere, come hanno la possibilità di fare molti altri giovani come Mitchell (10 su 29 contro Golden State), Doncic (che ha provato anche a fare 5 su 20 contro gli Hornets, vincendo la partita), ma come fanno anche dei pluri-allstars come Paul George (3 su 17 da 3 pts l’ultima partita!), Curry (5 su 14 da 3 l’ultima), Harden (11 su 28, 9 su 23, 15 su 34 dal campo nelle ultime 3 partite).
    Boston è tra le migliori squadre in tutto, tranne che per punti segnati nel pitturato, rimbalzi e tiri liberi tentati. Senza un centro di altissimo livello, che porta dentro i difensori per riaprire il gioco e tira giù tutti i rimbalzi in difesa, (Horford non è un vero centro), non basta affidarsi ad Irving per vincere il titolo.
    Io vedo ancora davanti Warriors, Bucks e Raptors.

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