I migliori giocatori provenienti dalla NBA che hanno calcato i parquet della penisola italiana, e hanno lasciato ricordi indelebili nei cuori e nella mente di milioni di tifosi e appassionati.
L’uomo proveniente da Pennsylvania University non calcò mai un parquet NBA, ma comunque al draft venne scelto, purtroppo però al terzo turno con la 32° scelta, di sicuro non in primo piano.
Capì anche lui fin da subito che in America non avrebbe avuto molta fortuna e allora la sua storia si intrecciò con quella della grande Varese degli anni 70 (grande anche grazie a lui); l’offerta della Ignis era migliore rispetto a quella dei Bravers, e giocare per la squadra campione d’Europa gli sembrò molto allettante.
Arriva in Italia nel 1972 ed è subito anche per lui come lo sarà per McAdoo grande slam: Campionato, Coppa Italia, Coppa Campioni e Coppa Intercontinentale, Morse è il mattatore della squadra con lui Varese riesce a raggiungere 10 volte consecutive la finale di Coppa Campioni ovviamente record assoluto(i successi saranno 5).
Morse fu ovviamente supportato da un’ottima squadra che poteva annoverare nel nucleo di riferimento Meneghin, Ivan Bisson, Aldo Ossola; oltre ai successi in campo europeo, Morse seppe conseguire con Varese anche 4 scudetti e una coppa Italia nelle sue 9 stagioni nella città lombarda.
La sua arma più temuta era un morbido tiro in sospensione, grazie al quale seppe conseguire una media di oltre 26 punti a partita nelle sue stagioni italiane, ai quali associava 9 rimbalzi ad allacciata di scarpa.
Le sue percentuali furono eccellenti: 60% dal campo, 85% ai tiri liberi e ben il 54% da tre (dal momento in cui fu inserito in Italia il tiro da oltre l’arco), il suo bagaglio tuttavia non si limitava certo solo all’attacco, Morse si distinse anche come un ottimo difensore, accanito ma corretto e soprattutto altruista nell’offrire sempre puntuali aiuti per i compagni.
Morse, un ‘uomo dal carattere tranquillo e rilassato, che come fece la fortuna di Varese si dimostrò giocatore straordinario anche a Reggio Emilia per 2 stagioni dove rimase ben oltre i 20 punti a partita di media.
La Fiba lo ha inserito nella classifica dei 50 migliori giocatori, e anche in quella dei giocatori che hanno influenzato maggiormente il gioco della pallacanestro.
Per ringraziarlo dei suoi indiscutibili meriti sportivi la città di Varese lo ha eletto cittadino onorario e tutt’oggi (anche se Bob vive a Portland) mantiene legami molto stretti con l’Italia.
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