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New York Knicks

New York Knicks Preview: attendere e osservare

Dopo un 2017-18 vissuto positivamente per metà, i Knicks sono chiamati a un’altra stagione di attesa nella quale potranno valutare lo sviluppo di alcune scelte effettuate

Credits to SportsEliteNY

Quando i legamenti crociati del ginocchio sinistro di Kristaps Porziņģis hanno fatto crack, i New York Knicks avevano un record di 23-32 ed erano reduci da una striscia di 7 sconfitte nelle 9 gare appena trascorse. L’infortunio della propria stella, a soli 12 giorni da quello che sarebbe stato il suo primo All-Star Game ha praticamente posto fine a ogni speranza di post-season nella Grande Mela. Da quel momento in poi sono giunte solo sei vittorie in tre mesi.

Un momento che potrebbe essere lo spartiacque per il futuro di New York.

Le 53 sconfitte totali hanno permesso ai Knicks di poter scegliere con la pick numero 9 all’ultimo Draft, portandosi a casa, con relativa sorpresa, un prospetto intrigante come Kevin Knox che è stato, come da tradizione, accolto dai fischi dei propri tifosi. Non va, però, dimenticato che i Knicks avevano cullato per circa due mesi e mezzo il sogno di tornare ai Playoff, prima di incorrere in un paio di strisce particolarmente negative che ne avrebbero minato il record, fino alla completa resa derivante dalla perdita di Porziņģis. Non tutta la stagione appena trascorsa è, quindi, da buttare.

Desiderosi di darsi finalmente una direzione coerente, i Knicks hanno cominciato a porre le basi per il futuro in questa stagione: è arrivato un allenatore metodico come David Fizdale, sono stati scelti due prospetti dall’enorme potenziale come Kevin Knox e il controverso Mitchell Robinson, sono stati aggiunti al roster altri due giovani in cerca di una dimensione nella lega come Mario Hezonja e Noah Vonleh e, soprattutto, sembra si sia sempre più vicini al momento in cui verrà tagliato (via stretch provision) l’atleta precedentemente noto come Joakim Noah.

Quest’ultima mossa, in particolare, apre scenari piuttosto intriganti in ottica free agency. Come appare evidente, dunque, per New York questa stagione sarà dedicata all’attenta osservazione delle mosse effettuate e allo studio delle manovre future.

Punti forti

Mai come in questa stagione New York dovrà rendersi conto che il tempo è dalla sua parte. Possibilità reali di competere non sembrano essercene, visto che appare sempre più probabile l’assenza su base stagionale di Porziņģis. Tanto la stella lettone quanto la dirigenza sembrano intenzionati a non forzare i tempi di recupero per non compromettere le possibilità future della franchigia di competere. La difficilissima tifoseria dei Knickerbockers, quindi, dovrà mettersi l’anima in pace. I Knicks dovranno ripartire dalla solidità di un allenatore come David Fizdale, che ha già mostrato di voler entrare in confidenza con la stella della squadra, andando a trovarla in Lettonia e coccolandola con parole al miele. L’ex allenatore dei Grizzlies, d’altronde, è ben conscio della centralità indiscutibile del proprio unicorno e già sogna di inserirlo in un quintetto “extra big” composto con Frank Ntilikina, Kevin Knox, Luke Kornet e Mitchell Robinson.

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Fizdale, fortunatamente per lui, avrà un’intera stagione per riflettere sull’effettiva realizzabilità del suo progetto: giocatori con un’apertura alare interessante a roster ce ne sono, la loro spendibilità futura, però, è tutta da capire.
Se c’è un giocatore che sembra particolarmente adatto a formare un connubio efficace con il suo nuovo coach è Frank Ntilikina, point guard francese ventenne con una wingspan di ben 216 cm: uno pterodattilo dotato di eccellenti istinti e mezzi che potrà essere completamente forgiato dal suo nuovo coach, soprattutto nella metà campo difensiva. Le sue abilità di aggredire la palla, chiudere le linee di passaggio e penetrazione semplicemente aprendo le braccia e di stoppare in campo aperto potranno trovare nell’allenatore ex Grizzlies un mentore capace di incanalarle al meglio.

Due esempi di rapidità di mani di Ntilikina: prima recupera raddoppiando Ariza senza compromettere le proprie possibilità di recupero in angolo e poi scippa Harden, l’MVP della lega.

Le mani rapide vengono buone anche in attacco. Se le statistiche di tiro dovessero iniziare a lievitare, il francese potrebbe prendersi presto il timone di questi Knicks.

Che il numero 11 dei Knicks sia un progetto di All-Defensive è sotto gli occhi di tutti: Fizdale può lavorare sul suo sviluppo in entrambe le metà campo, sperando di raccogliere i frutti nel momento in cui i suoi Knicks potranno finalmente cercare di competere.
Altro elemento di interesse nella stagione dei Knicks sarà sicuramente l’impatto di Kevin Knox, reduce dai fischi della notte del Draft e da un primo quintetto All-Summer League che fa sperare. Le sue dimensioni sono, di fatto, quelle di un’ala grande ma la pulizia del suo tiro e la sua tendenza ad attaccare fronte a canestro sono quelle proprie di un esterno purissimo: ereditare immediatamente buona parte dei minuti e dei tiri di Michael Beasley e dello stesso Porziņģis potrebbe responsabilizzarlo e portarlo a tenere delle buone cifre, a patto che riesca a trovare un equilibrio con i numerosi altri attaccanti disfunzionali a roster.

Burke, Kanter e Hardaway, invece, reduci da una stagione nel quale sono sembrati comunque positivi in un contesto a tratti desolante. Saranno chiamati a far ciò che sanno fare, mettere punti a referto, senza minare troppo il rendimento dei giovani sotto osservazione. Il compito non è facile ma il centro turco, motivato anche dalla player option esercitata in estate, ha cominciato a lavorare sull’ammodernamento del proprio gioco su richiesta del proprio coach. Il buon rapporto di Kanter con l’ambiente e l’interesse di Fizdale al suo sviluppo potrebbero, magari, tramutarsi in un contratto piuttosto ricco a fine anno, qualora entrambe le parti lo ritenessero appropriato.
Insomma, con questa batteria di giocatori che si sentono a proprio agio in avvicinamento a canestro, coach Fizdale potrà continuare a battere il chiodo su uno dei pochi elementi che abbia funzionato nella scorsa stagione dei Knicks: la capacità di trovare punti vicino al ferro. Nella scorsa stagione New York è stata nella Top 5 della lega per percentuale di punti ottenuta nel pitturato (44.7%) e nella Top 10 per punti segnati nel pitturato (ben 46.7, un dato altissimo per un attacco mediocre come quello dei Knicks). Se in attacco, dunque, appare già evidente come utilizzare le enormi dimensioni fisiche di alcuni giocatori a roster, per la difesa il discorso cambia notevolmente.

Punti deboli

I New York Knicks sono, statistiche alla mano, una delle peggiori difese della lega. La loro mediocrità non si traduce solo in termini di efficienza difensiva (23esimo dato della lega con 108.4 punti concessi a gara) ma anche e soprattutto di effort. Le Hustle-stats restituiscono un quadro desolante della mancanza di voglia dei giocatori a roster di fare una giocata che possa cambiare il vento della gara: i Knicks si sono classificati quartultimi per deflections (12.8), penultimi per steals (6.7) e loose ball recovery (7.7) e 23esimi sia per sfondamenti presi (0.38) che per tiri contestati. Insomma, a lungo nella scorsa stagione Ntilikina è apparso l’unico con la voglia di cambiare lo scenario difensivo. Le scorie di un atteggiamento simile si sono tradotte in numeri del tutto sotto media anche in quelle statistiche che permettono di lucrare punti da una buona difesa: punti da palla persa (15.1, venticinquesima prestazione della scorsa stagione) e in contropiede (8.6, penultimo dato della NBA). La totale mancanza di voglia di New York è stata, una volta in più, testimoniata dall’enorme discrasia nei numeri inerenti al dominio sotto le plance nella scorsa stagione: New York è stata al contempo in top 10 per punti segnati da rimbalzo offensivo e punti concessi a rimbalzo offensivo. Insomma, è evidente che il problema è principalmente inerente all’attitudine degli interpreti.

Su un innocuo hand-off di Thompson la difesa riesce a essere completamente in ritardo. Hill, mandato dentro, batte agevolmente Kornet che lo attende con le gambe completamente dritte. Arrivato al ferro, il numero 3 effettua una riapertura in salto: la rotazione difensiva è passiva e il tiro non ha alcun tipo di reale contestazione.

Un atteggiamento di questo tipo non sarà sicuramente digerito da un allenatore dalla forte impronta difensiva come Fizdale che, però, avrà dei problemi sensibili anche in attacco. La necessità primaria potrebbe essere quella di trovare una guida stabile nella metà campo offensiva ed epurare i tiri dal midrange, troppo frequenti (17.4% delle conclusioni totali) in un attacco che, comunque, tende ad affidarsi troppo alla creazione individuale e ben poco alla costruzione collettiva di un vantaggio. L’addio di Beasley e l’arrivo di un giocatore che ancora non si fida completamente della propria creatività dal palleggio come Knox, saranno fattori che quanto meno potranno incidere sulla modernizzazione del gioco dei Knicks, in attesa di poter effettivamente testare l’interazione tra il numero 20 e Porziņģis.

Un rapido ripasso sulla staticità dell’attacco Knicks e sull’influenza complessiva di Michael Beasley come macchina da punti dal mid-range.

A roster per i Knicks ci sono tre point guard relativamente giovani (Burke, Ntilikina e Mudiay) che per motivi diversi non possono ancora garantire continuativamente la solidità necessaria a una squadra alla ricerca di un equilibrio stabile. In questa stagione, dunque, non aspettiamoci un completo riordino dell’attacco di New York, perché con il materiale a disposizione non è lecito attenderselo. La scelta di non puntare su un playmaker in questo Draft può voler dire che la dirigenza ha interesse a osservare gli sviluppi delle parabole anche di Burke e Mudiay, come possibili tasselli per il futuro. Sempre che, nei pensieri del front office, non ci sia proprio l’idea di puntare un importante free-agent proprio in quel ruolo.

 

Scenario Migliore

I giovani messi a roster danno subito risposte interessanti: Ntilikina diventa già un lockdown defender con un tiro vieppiù affidabile e Knox si mostra affidabile e continuo. Robinson mostra sprazzi di talento che fanno ben sperare, mentre Vonleh e Hezonja si ricordano di essere stati scelte pregiate in Lottery confezionando due solide stagioni che spazzano via ogni dubbio sulle loro permanenze in NBA. Fidzale raccoglie così 36 più che incoraggianti vittorie che valgono comunque una pick in Lottery e una luminosa finestra sul futuro.

Scenario Peggiore

L’operato della dirigenza non trova una singola conferma: Knox è meno NBA-ready di quanto mostrato in Summer League e Robinson non emerge praticamente mai dalla G League, Vonleh e Hezonja si mostrano inconsistenti e si trascinano dietro anche Burke che sembra involuto. Guidati da qualche exploit estemporaneo di Hardaway Jr. e Kanter, i Knicks ottengono 25 tristi vittorie che, vista la relativa fortuna dei newyorkesi, potrebbero comunque non valere una scelta in Top 5.

Pronostico

Le possibilità di vedere sprazzi di intrattenimento puro al Madison Square Garden sono piuttosto tangibili. I giocatori spettacolari a roster sono tanti e la difesa dei Knicks sotto la cura Fizdale potrebbe essere meno colabrodo di quanto possa sembrare ora. Altrettanto evidente è, però, la mancanza di competitività di questo roster. Quota 30 vittorie sembra difficilmente raggiungibile, ma questo potrebbe non essere un male: portare dentro altro talento fresco e spendibile per il futuro è un obiettivo chiaro della franchigia, tanto per aggiungere un nuovo tassello al core giovane quanto per attrarre dei free agent di livello.

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