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NBA, il GM dei Bucks Horst sul licenziamento di Griffin: “Abbiamo urgenza di vincere”

La carriera di Griffin come head coach di Milwaukee è durata solo 43 partite

adrian griffin coach milwaukee

Due giorni fa una notizia improvvisa ha scosso il mondo NBA: i Bucks hanno licenziato l’ormai ex head coach Adrian Griffin. Nonostante il record ampiamente positivo (30-13), il front office ha deciso di non proseguire il rapporto con Griffin dopo mezza stagione regolare. Il general manager di Milwaukee, Jon Horst, ha voluto spiegare la sua scelta, dicendo che non c’entrano eventuali commenti dei giocatori a roster:

“I commenti dei giocatori non c’entrano. Non c’entrano le cose dette o non dette. Questo è il mio lavoro. E’ il compito del vertice dell’organizzazione valutare ogni singolo giorno tutti gli aspetti dell’organizzazione e capire se stiamo avendo o meno il massimo. Se pensiamo che possiamo massimizzare in modo migliore il talento di questo gruppo, facciamo un cambiamento. E’ per questo che abbiamo cambiato”

Secondo Horst, dopo lo scambio che ha portato Lillard a Milwaukee si è creato un ancora maggiore senso di “urgenza” di vincere. E per questo ha preferito scegliere un head coach più esperto come Doc Rivers:

“Le cose sono cambiate da quel momento, penso si sia creato un senso di urgenza di vincere ancora più forte. Queste sono opportunità speciali. Il talento della squadra è cresciuto ancora di più. Credo che abbiamo una buona squadra in questo momento. E con dei miglioramenti, può diventare ottima”

Molti hanno criticato Griffin per lo scarso rendimento dei Bucks nella metà campo difensiva. Milwaukee è seconda per Offensive Rating, ma solo 22esima per rating difensivo. E’ in quel reparto che, secondo Horst, andranno fatti gli aggiustamenti più importanti:

“In difesa abbiamo un gruppo talentuoso che può rendere di più rispetto a quanto fatto finora. So che saremo molto forti in attacco, ma dobbiamo migliorare nell’altrà metà del campo. Abbiamo avuto dei momenti in stagione in cui siamo andati bene in difesa e dei momenti di difficoltà. Dobbiamo trovare consistenza e un’identità in quella metà del campo. C’è ancora abbastanza tempo per farlo, trovare un ritmo insieme e continuare a crescere. Le cose in NBA succedono molto velocemente, e credo sapremo adattarci a questa transizione”

 

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