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NBA, LeBron cancella il tweet che prende di mira l’agente che ha sparato a Ma’Khia Bryant

“Ho twittato mosso dalla rabbia ma senza conoscere tutti i fatti, ecco perchè l’ho cancellato”

NBA Martin Luther King Day

“Verba volant, scripta manent” è a questo che avrà pensato LeBron James quando ha deciso di cancellare il suo tweet, dove prendeva di mira l’agente di polizia (Nicholas Reardon) reo di aver sparato e ucciso la 16enne afroamericana Ma’Khia Bryant, a Columbus in Ohio.

Un tweet di cattivo gusto e che soprattutto lasciava spazio ad un’ampia interpretazione di quel “You’re next”. Sebbene James abbia twittato a seguito della condanna di Derek Chauvin per l’omicidio di George Floyd, e che quindi il suo fosse un “augurio” a Reardon di ricevere lo stesso trattamento e la stessa condanna, il tweet era facilmente interpretabile in altra maniera.

Sono stati in molti infatti, soprattutto tra i circoli conservatori sui social media, a criticare LeBron James ed il contenuto del suo messaggio. Tra i più indignati, il senatore repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton che ha definito il tweet di James “pericoloso e vergognoso” soprattutto perchè la dinamica dell’omicidio, diversamente dal caso Floyd, non è ancora chiara.

Da qui la decisione di LBJ di eliminare il tweet incriminato perchè “usato per alimentare più odio” e di sostituirlo con uno nuovo in cui sostiene di aver postato il contenuto per rabbia senza però aver raccolto tutti i fatti.

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