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NBA, 5 possibili destinazioni per Blake Griffin dopo il buyout

L’ala grande è al centro della prossima sessione di mercato

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Dopo il buyout, è ufficiale: Blake Griffin si è separato dai Detroit Pistons e come free agent potrà ora firmare per una delle altre 29 franchigie NBA. L’obiettivo, a pochi giorni dal suo 32esimo compleanno e dopo una carriera martoriata dagli infortuni, diventa ora quello di raggiungere l’anello.

Se sano e coinvolto, l’ex prima scelta resta ancora un ottimo giocatore di palla canestro e potrebbe aiutare non poche squadre come ball handler d’alternativa in uscita dalla panchina. L’atletismo non è più quello di anni fa, ma la sua leadership farebbe bene a molti. Ecco cinque possibili destinazioni per Blake Griffin.

 

Brooklyn Nets

Dopo la perdita di Jarrett Allen, sacrificio necessario per portare in canotta Nets James Harden, Brooklyn è rimasta in debito di big men. L’altalenante DeAndre Jordan e l’underzise Jeff Green stanno dividendosi ad ora i minuti da centro. Si può fare di meglio. L’arrivo di Blake potrebbe dare una mano ad un frontcourt in carenza di uomini, soprattutto se le sue abilità da playmaker fossero proiettate nella second-unit. Griffin non è mai stato un difensore eccelso, ma per i Brooklyn Nets di quest’anno la difesa conta relativamente (quart’ultimi NBA per punti concessi).

 

Golden State Warriors

Discorso ancora più valido per Golden State. La presenza di Griffin garantirebbe sulla carta un alternativa credibile ad un attacco Warriors che non può valersi del solo Steph Curry, per quanto grande sia. La sua abilità dal post farebbe la pari con quella di Draymond Green, assicurando a Steve Kerr una serie di possibilità fino ad ora inesplorate.

 

Portland Trail Blazers

Un Damian Lillard in versione MVP sta incantando l’NBA con la sue giocate sempre più clutch. Portland è quinta nella trafficatissima Western Conference, a 1.5 partita dal fattore campo nei Playoff. Ah, e tutto questo senza l’aiuto di CJ McCollum, Jusuf Nurkic e Zach Collins. Per non sprecare la stagione monstre di Dame, l’arrivo di Blake Griffin sarebbe una grande sostegno. Non nella metà campo difensiva, certo (i Blazers sono 28esimi in questa categoria), ma piuttosto come facilitatore in un attacco che troppo spesso da dovuto contare solamente sulle giocate della sua stella.

 

Los Angeles Lakers

Un Blake Griffin di nuovo a LA. Come i grandi romanzi racconterebbero. In questo caso però la sponda sarebbe gialloviola, in uno scenario in cui la sua presenza aiuterebbe Frank Vogel a tamponare il prolungato infortunio della stella Anthony Davis. In questo caso, le lacune difensive di Griffin sarebbero ben coperte da un sistema Lakers ormai ben rodato, anche se il suo ruolo ricorderebbe con molto imbarazzo quello del nuovo acquisto Montrezl Harrel, già in uscita dalla panchina. Di certo l’abbondanza non è mai un male e indubbiamente un po’ di riposo per un LeBron James da 34.6 minuti a partita a 37 anni suonati farebbe molto comodo in previsione Playoff.

 

Miami Heat

Ultima possibile alternativa, i Miami Heat reduci dalle Finals NBA della scorsa stagione. Una franchigia che però quest’anno sta faticando a trovare la sua identità. Blake Griffin dovrebbe aumentare i giri per star dietro ad un team giovane abituato a correre, ma la sua visione di gioco anche in questo sarebbe garantirebbe delle valide alternative ad una squadra troppo Butler-dipendente.

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