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NBA, Anthony Davis lavora per un obiettivo: “Passare la palla come Jokic e Green”

Il gialloviola pronto a prendere lezioni da Marc Gasol

davis derozan

Selezionato alla prima posizione nel Draft 2012, Anthony Davis è chiaramente un giocatore eccezionale, sia in attacco che in difesa, tanto che a volte ci dimentichiamo che ha solo 27 anni ed è nel pieno del suo percorso di miglioramento. Dopo aver praticamente messo in faretra ogni cosa dal punto di vista offensivo e difensivo, al giocatore non è rimasto altro che concentrarsi sul migliorare l’unica area inesplorata: il passaggio. Il lungo ha dichiarato di voler sfruttare la presenza di LeBron James e, specialmente, quella di Marc Gasol, per provare a diventare un giocatore ancor più completo:

“Sì è vero, faccio spesso domande a loro su alcune cose che vedo in campo che per me sono irreali. Soprattutto per quanto riguarda Marc. È più alto di tanti giocatori e non ci sono molti interni che possono fare quel tipo di passaggi. Lui come Nikola Jokic e Draymond Green. Il prossimo passo nel mio percorso di crescita è quello di essere in grado di fare passaggi di quel tipo. Ci sto arrivando, è solo una questione di tempismo e fiducia.”

Gasol ha quindi confermato di lavorare insieme al suo compagno di squadra, lanciando però un monito chiaro su come deve ‘obbligare’ le difese ad intraprendere una serie di scelte su di lui:

“Per farlo bisogna essere in grado di leggere il gioco e hai bisogno di spaziatura, questo è principalmente tutto. Alla fine, AD deve leggere cosa sta succedendo sul parquet e vedere cosa sta cercando di fargli fare la difesa. Ma anche rimanere aggressivo. È complicato fare tutto questo, e lui deve forzare le scelte alla difesa avversaria.”

Quindi, ci ha pensato anche LeBron James a rendere ancor più speciale un giocatore come Davis, commentando in questa maniera:

“Penso che quando giocava a New Orleans molte persone non lo guardavano con attenzione o non si preoccupavano del suo talento. Molte squadre non gli permettono di giocare uno contro uno perché non c’è un singolo matchup in cui esce sconfitto.”

E aggiungere l’arte del passaggio al suo ampio bagaglio di skill non può far altro che bene.

 

 

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