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Miami Heat

NBA, Erik Spoelstra commenta l’approdo alle Finals contro i Lakers

Il coach di Miami torna ancora una volta alle Finals dove affronterà i Lakers di LeBron James

Erik Spoelstra Heat

Ogni anno che passa, Erik Spoelstra costruisce la sua leggenda. Il coach dei Miami Heat, infatti, per la quinta volta in dieci anni, avrà l’onore e l’onere di guidare la sua squadra durante le NBA Finals. Sarà una sorta di finale vintage, poiché il due volte campione NBA dovrà affrontare la sua ex stella, ossia quel LeBron James già allenato per diversi anni.

I due, insieme, hanno conquistato i titoli 2012 e 2013 ai tempi proprio di Miami. Ora il destino sembra aver fatto incrociare le loro strade, ancora una volta. I favori del pronostico sono tutti con i Lakers, ma Spoelstra sa bene come gestire queste situazioni. Nel post partita di Gara 6 contro Boston, il capo allenatore degli Heat nel frattempo ha ringraziato i suoi ragazzi per il clamoroso lavoro svolto fino ad oggi, con una menzione particolare per Jimmy Butler:

“Parte del successo è definito dalle cose che fai, dalle cose in cui credi, dalla cultura di squadra. E da una sorta di allineamento di tutte queste cose in un gruppo di ragazzi, in un dato momento. Se riesci ad avere un gruppo con questi valori, allora hai bisogno solo che i tuoi leader incarnino queste qualità: Jimmy Butler le incarna in maniera perfetta, proprio come hanno fatto tutte le leggende degli Heat del nostro passato: Alonzo Mourning, Dwyane Wade, Chris Bosh, Udonis Haslem. Jimmy incarna semplicemente queste qualità di professionalità, lavoro, responsabilità, affidabilità e guida. Non deve scusarsi per quello che è. Lo amiamo per quello che è e per quello che fa. Ha un impatto sulla vittoria.”

Dopodiché, Spoelstra si è concentrato sulla grande prestazione di Bam Adebayo, da tutti indicato come il vero ‘crack’ della squadra:

“Bam è già uno dei giocatori più competitivi in questa lega. Diventerà uno dei più grandi vincenti di questa lega solo perché è ultra-competitivo. Lavora al massimo ogni giorno. Non puoi sempre analizzare il suo match dai numeri perché le cose che fa sul campo sono tante e importantissime, ed è probabilmente per questo motivo che è stato trascurato al college. Lui, però, è sempre concentrato sul match. Ogni singolo possesso. E ora sta davvero assumendo un ruolo di leadership all’interno della nostra squadra. Ben oltre i suoi anni. Il suo gioco offensivo cresce ogni giorno. E lui vuole questa responsabilità… non ha paura di mettere la responsabilità di squadra sulle sue spalle.”

 

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