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Cleveland Cavaliers

NBA, Kevin Love: “È strano allenarsi con le mascherine”

Le sensazioni della stella dopo il primo allenamento.

Kevin Love

Nella giornata di venerdì, il primo giorno in cui la lega ha permesso la ripresa degli allenamenti alle franchigie, i Cleveland Cavaliers di Kevin Love sono prontamente riscesi in campo.

La franchigia dell’Ohio è stata una delle prime squadre della NBA a riaprire le proprie strutture per gli allenamenti individuali, dopo quasi due mesi dalla sospensione del campionato.

Le uniche condizioni poste dalla lega per il ritorno agli allenamenti sono state, oltre all’attenersi rigidamente alle misure del protocollo, che anche i vari governi locali avesse allentato le norme di contenimento.

Al termine della sessione di allenamento, Kevin Love ha raccontato ad ESPN le emozioni provate rientrando nella Cleveland Clinic Courts.

“È stato il periodo più lungo della mia vita senza poter tirare a canestro. Prima di entrare ci hanno posto qualche domanda. Come ci sentiamo, se qualcuno si è ammalato in casa, se ci siamo ammalati, se abbiamo sostanzialmente aderito a tutte le linee guida messe in atto, non solo dalla NBA ma dai vari stati. L’allenamento è stato davvero strano. Non ho mai sudato così tanto come con i guanti di lattice. Ci vorrà un pò di tempo per adattarsi, ma si tratta certamente della prevenzione migliore in questo momento. Cambierà sicuramente il modo in cui interagiamo, soprattutto per quanto riguarda la vita quotidiana. Mi sono dovuto abituare ad avere uno degli assistenti, Dan Geriot, che mi passava la palla con la mascherina ed i guanti. È proprio strano.”

Una volta terminato l’allenamento, Kevin Love ha ricordato ai giornalisti come, nonostante l’attrezzatura messa a disposizione dei giocatori dalla squadra, ci fossero ancora numerose difficoltà, come il problema della chiusura degli spogliatoi.

“Nonostante avessi già diverse attrezzature pronte sul posto, ho dovuto portare un paio di scarpe da casa, e per quanto riguarda la doccia mi sono dovuto lavare a casa. E vi assicuro che per me che sudo tanto non è proprio il massimo. Ma non ci faccio troppo caso. Per me è stata già una bella iniezione di fiducia poter tornare in campo a sudare rispetto alla routine in casa con il tapis roulant. È stato piuttosto edificante per me tornare a tirare a canestro, mi ha restituito un pò di speranza.”

 

 

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