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NBA, Derrick Rose ammette: “Nel 2016 ho pensato di ritirarmi”

Il playmaker dei Pistons si è raccontato sul palco della University of Chicago-Illinois

Il grande ritorno è compiuto: Derrick Rose è tornato a Chicago, la città che gli ha regalato nel contempo gioie e dolori. Il playmaker dei Detroit Pistons domani parteciperà all’All-Star Saturday essendo tra i partecipanti della Skills Challenge 2020. In attesa di scendere ancora una volta sul parquet dello United Center, Rose ha approfittato della pausa per visitare la città e abbracciare le vecchie sensazioni di luoghi già visti.

Tra le altre cose, l’ex MVP ha parlato all’University of Chicago-Illinois, raccontandosi al di fuori del contesto sportivo, toccando anche il tema della sanità mentale:

“Da ragazzino a casa mia, e in generale nel mio quartiere, succedevano cose che mi hanno lasciato una sorta di stress post-traumatico. Magari io ero al piano di sotto e sopra sentivo dei rumori che mi spaventavano, perché pensavo che qualcuno stesse aggredendo mio cugino oppure questa ragazza che era solita farsi coinvolgere in ogni rissa – e io temevo che qualcuno arrivasse a vendicarsi. Ancora oggi appena sento dei rumori in casa sono terrorizzato, soprattutto di notte”.

Poi, D-Rose si è soffermato anche sulla pallacanestro che gli ha regalato gioie e dolori, tra cui un quasi ritiro dopo l’esperienza ai Knicks, come è raccontato nel suo libro:

“Avevo deciso che avrei smesso. Avevo visto che ciò che era accaduto ai Bulls stava accadendo di nuovo a New York. La stagione non stava andando come avrei voluto, e come in tanti si aspettavano. Ma io avevo perso la gioia per il gioco, non mi divertivo più, ma la mia famiglia mi convinse a ripensarci.”

Infine, il play, ha parlato di come gli manchi vivere nell’anonimato:

“Attenti a quello che pensate di volere e desiderare, perché poi si può non essere pronti per le conseguenze. Non posso andare da nessuna parte, e io odio dover vivere confinato da certi limiti. Quando vado in vacanza e vedo un dentista, una persona qualsiasi, godersi in totale relax quel momento, sono geloso di questa condizione perché so nel mio profondo di desiderare quel tipo di libertà, ma so anche di non poterla avere”.

 

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