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NBA, Kevin Durant assolve gli Warriors: “Nessuno è responsabile dell’infortunio”

Secondo il giocatore non c’è stata alcuna pressione da parte dei dirigenti di Golden State per un suo prematuro rientro in campo

Kevin Durant ha vissuto momenti difficili nelle ultime fasi della scorsa stagione. Come infatti noto, l’ex Warriors si è procurato un infortunio al tendine d’Achille nel corso di Gara-5 delle Finali NBA contro i Toronto Raptors: uno stop che probabilmente lo costringerà a saltare l’intera stagione 2019-20. Così, nella sua prima intervista da giocatore dei Brooklyn Nets, Durant si è seduto con Chris Haynes di Yahoo! Sports proprio per discutere del suo infortunio e del suo futuro. Soprattutto, ha rivelato un dettaglio importante riguardo l’incidente: secondo l’atleta, la dirigenza di Golden State non avrebbe fatto alcuna pressione per un suo ritorno in campo e che anzi, fosse completamente una sua decisione.

Come potresti incolpare gli Warriors? Dannazione, no. Ho sentito dire che l’organizzazione ha fatto pressioni su di me perché tornassi in campo. Nessuno mi ha mai detto una parola durante il mio percorso di riabilitazione. Eravamo solo io e Rick Celebrini (director of sports medicine and performance, ndr) a lavorare ogni giorno. Proprio quando la serie [finale] cominciò, mi sono posto come obiettivo Gara-5. Diavolo, no. È semplicemente successo, è pallacanestro. Nessuno ne è responsabile, è stata solo la partita. Ora dobbiamo andare oltre questa storia perché tornerò a giocare”.

L’ala ha poi concluso l’intervista rivelando le sue sensazioni sulla sua nuova squadra e il motivo per cui ha scelto proprio Brooklyn come nuova destinazione.

I Nets hanno un bel nucleo di giovani, Kenny Atkinson è un coach brillante e Sean Marks un GM promettente. Nessuno prevedeva che la squadra avrebbe oscurato i Knicks per quanto riguarda l’elite del talento NBA in questa offseason”.
 
“Se avessi deciso di lasciare gli Warriors, sarebbe sicuramente stato per i Nets. Hanno asset validi e un front office creativo. Mi piaceva quello che stavano creando”.

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