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NBA: Alessandro Gentile non inserito nel roster dei Rockets per il training camp

Da escludere cause legate al recupero dall’operazione effettuata in estate alla mano

Mike D'Antoni and Alessandro Gentile

Sembrava ormai tutto fatto per lo sbarco oltre oceano di Alessandro Gentile, dopo che gli Houston Rockets acquistarono per $1.5 milioni i suoi diritti dai Minnesota Timberwolves che lo avevano scelto con la #53 nel Draft del 2014, e invece alla presentazione del roster per l’inizio del training camp il nome dell’ex capitano dell’Olimpia Milano non figurava tra i partecipanti. Inizialmente si era pensato ad un ritardo nel recupero dall’infortunio alla mano che ha tenuto ai box il giocatore per tutta l’estate, costringendo Gentile a saltare anche gli impegni con la nazionale per le qualificazioni ai Mondiali in Cina.

Invece a quanto pare le motivazioni sarebbero di natura economica e contrattuale. Gentile vorrebbe firmare un Exhibit 10, un nuovo tipo di contratto che permette al giocatore un guadagno di $50 mila in caso di taglio e di firma con la squadra di G League affiliata entro il 20 ottobre, cioè tre giorni entro il taglio del 17 ottobre, data di inizio della stagione. Inoltre l’Exhibit 10, in caso invece di permanenza nel roster può essere tramutato in un two-way contract entro il primo giorno dall’inizio della regular season.

Le due parti hanno tempo fino al 15 ottobre per raggiungere un accordo, ma di certo questo ritardo non aiuta il giocatore che, dopo aver dovuto saltare anche il primo camp organizzato dai Rockets, sarebbe in ogni caso indietro rispetto agli altri giocatori con cui deve giocarsi il posto.

Alessandro Gentile, che è stato per diversi anni una delle stelle dell’Euroleague,  ha chiuso l’ultima stagione con la Virtus Bologna, a 16.8 punti di media con il 50% da due, ma con diverse difficoltà al tiro (22% da tre 3 57% ai liberi), che a dir la verità lo affliggono da un paio di stagioni, dopo diversi infortuni subiti alla mano, che lo hanno portato anche a cambiare diverse volte la meccanica di esecuzione del suo jumper. Questo dato potrebbe essere sicuramente una delle motivazioni che sta facendo vacillare il GM Daryl Morey, vista l’importanza del tiro pesante in una squadra come quella di Mike D’Antoni.

 

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