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NBA, LeBron James parla di Trump, Serena Williams e Colin Kaepernick

Nell’ultima intervista per l’Hollywood Report, LeBron James ha messo da parte il basket per parlare di Donald Trump, della situazione di Serena Williams dopo gli U.S. Open e della questione-Colin Kaepernick

LeBron James non perde mai l’occasione di affrontare temi sociali. Nell’ultima intervista per Marisa Guthrie dell’Hollywood Report, per esempio, la nuova stella dei Los Angeles Lakers ha detto la sua riguardo al presidente Donald Trump, alla questione di Serena Williams agli U.S. Open di quest’anno, a Colin Kaepernick e molto altro.

La giornalista ha chiesto subito a LeBron se il tweet di Donald Trump in cui in agosto dava dello stupido sia a lui che a Don Lemon di CNN lo avesse infastidito.

E James ha spiegato:

“No, [non mi ha dato fastidio], perché non lo sono. È come se qualcuno mi dicesse che non so giocare a basket. Non mi infastidisce affatto. Quello che mi secca è il fatto che lui abbia avuto il tempo di farlo. Ha il lavoro più potente del mondo. Cioè, ha davvero così tanto tempo da poter fare commenti su di me?”

In seguito, The King ha parlato anche di Serena Williams. Durante la finale degli ultimi U.S. Open contro Naomi Osaka, la tennista è stata penalizzata 3 volte: per coaching, per aver rotto una racchetta e, infine, per aver insultato l’arbitro Carlos Ramos (che in seguito ha accusato di essere sessista). A match concluso, la Williams si è lamentata di come vengano considerate (e punite) le donne quando esprimono le proprie emozioni sul campo, diversamente da quello che accade, invece, con gli uomini.

LeBron, quindi, ha parlato della battaglia che la Williams sta combattendo, dichiarando:

“Quello che tutti dobbiamo capire è che ciò per cui lei sta combattendo è qualcosa di molto più grande di quel singolo match. Lei sta lottando per l’equità – ha sempre dovuto vincere di più, di più, di più, solo per sentirsi alla pari. È una donna afroamericana che pratica uno sport prevalentemente ‘bianco’; sta affrontando qualcosa di molto più grande.”

Quando la Guthrie ha chiesto a James se riuscisse a immaginarsi una NBA con un head coach donna un giorno, lui ha risposto:

“Non vedo perché no. [Becky Hammon, assistant coach dei San Antonio Spurs, ndr] sta senza dubbio preparando il terreno per questo.”

Per concludere, poi, LeBron ha parlato anche della situazione di Colin Kaepernick. Il quarterback, infatti, ha scatenato una discussione, tutt’ora in corso, tra l’associazione dei giocatori e i proprietari NFL, che Kaepernick accusa di essersi coalizzati per non farlo giocare, dopo le sue (e in seguito quelle di molti altri atleti) proteste durante l’inno nazionale.

Riguardo alla questione, nelle ultime settimane amplificata dal nuovo spot della Nike, James è stato molto critico e si è lamentato di come i proprietari NFL abbiano deciso di affrontarla.

“È come se i proprietari stessero dicendo: ‘Fai quello che ti diciamo di fare, questa è la nostra lega, la nostra squadra. E tu fai quel diavolo che ti dico di fare io’.”

 

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