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Infortuni in NBA, anno nero oppure no?

Silver discute della questione infortuni e delle idee che si stanno sviluppando per cercare di prevenire. Durante l’All-Star Weekend sono previsti incontri fra medici delle squadre e lega

A poche ore dalla pausa per l’All-Star Weekend 2018 ritorna a far parlare la questione infortuni che vede il Team LeBron con quattro assenze prestigiose rispetto alle scelte iniziali del capitano.

DeMarcus Cousins con l’infortunio al tendine d’Achille che gli costa la stagione, Kevin Love con una frattura alla mano, Kristaps Porzingis vittima di un brutto infortunio al ginocchio e anche John Wall ai box per un paio di mesi. Senza dimenticare, fra tutti gli altri di questa stagione, il bruttissimo infortunio alla prima dei Celtics in stagione regolare per Gordon Hayward che, nonostante il buon ritmo di recupero, molto probabilmente non calcherà i parquet della NBA prima della prossima stagione.

Adam Silver ha parlato ai cronisti proprio riguardo ai casi di infortunio che stanno funestando questa stagione ed ha posto particolare attenzione alla lettura dei dati.

“Non è un’aberrazione così grande. Sfortunatamente, già due anni fa abbiamo avuto quattro sostituzioni fra gli All-Star. Se guardi gli infortuni nel corso della stagione, prendi Kawhi Leonard e Isaiah Thomas, sono strascichi della passata stagione. E penso che l’unica cosa che ho imparato è di non reagire in modo eccessivo ad un insieme di dati, mi riferisco a quello che stiamo vedendo in questa stagione. Continuo a pensare che espandendo il numero di settimane della stagione, distribuendo meglio le partite e riducendo il numero di back-to-back, col passare del tempo queste modifiche faranno la differenza.”

Secondo Spotrac’s Injury Tracker, ci sono state 3.945 partite saltate, finora, in questa stagione per infortunio, un aumento del 32% rispetto alla scorsa stagione.

Silver si incontrerà con i medici dei team durante il fine settimana a Los Angeles per discutere nuove idee e approcci alla prevenzione e al recupero degli infortuni. Intanto attribuisce l’ascesa dei dati ai nuovi metodi di segnalazione degli infortuni della Lega.

“Non mi sorprende che uno degli effetti collaterali, quando cambi la politica sul riposo, consiste nel fatto che alcuni giocatori sono classificati come infortunati quando avrebbero invece solo bisogno di riposare. Quindi, quando guardiamo i dati del campionato, il numero di infortuni è piuttosto piatto rispetto allo scorso anno. Non c’è dubbio che sono state saltate più partite a causa di infortuni. Ma non c’è una tattica sleale dietro, penso che stiamo imparando che ci sono motivi legittimi per far riposare i giocatori.”

Poi il commissioner NBA aggiunge che la prevenzione ed il recupero è solo una delle aree che sono state trattate e che verranno discusse a Los Angeles:

“Penso che siamo tutti d’accordo che le squadre non dovrebbero essere in competizione sul tema infortuni e recuperi correlati. E se c’è altro che possiamo fare, lo faremo. Abbiamo una relazione con GE Healthcare, ho un incontro con i medici del team questo weekend qui a Los Angeles per parlare di nuove idee, nuovi approcci. Le squadre stanno facendo un lavoro migliore condividendo le informazioni sui protocolli, riabilitando i giocatori, prevenendo gli infortuni. Quindi penso che col tempo faremo un lavoro migliore. Gli infortuni sono qualcosa che affligge tutti gli sport, ma odio lo stesso vederli.”

 

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