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Risultati NBA, 52 punti per gli Splash Brothers, T’Wolves al tappeto; Lakers senza LeBron, Phila tutto liscio

Due partite nella notte NBA. 3° quarto fatale per i Lakers, orfani di LeBron, contro i 76ers. Golden State piega la resistenza T’Wolves con 21 triple a bersaglio

nba risultati

(24-25) Los Angeles Lakers 87-105 Philadelphia 76ers (29-19)

Non parte sotto i migliori auspici la trasferta a Philadelphia dei Los Angeles Lakers, impegnati in un lungo tour sulla costa Est. Fuori LeBron James, tenuto a riposo per un fastidio al ginocchio sinistro. Lui e Davis, rientrato contro Brooklyn dopo uno stop di oltre un mese, hanno condiviso il parquet in 25 delle ultime 99 partite disputate, compresa quella di stanotte. I padroni di casa conducono di quattro lunghezze al primo timeout di serata (14-18) e archiviano i primi 12′ di gioco con un vantaggio in doppia cifra. (22-32). L.A. fa i conti con gli acciacchi alla caviglia di Westbrook nella frazione d’apertura e la gran parte della produzione offensiva gialloviola a metà gara – 23 punti dei 48 a tabellone – porta la firma di Anthony Davis. I Lakers, scivolati anche a -12 (29-41), restano a contatto. Nonostante 11 palle perse e 1-10 di squadra da oltre l’arco, dopo 24′ il divario tra le due compagini è di soli sei punti (48-54). Phila non perde mai il controllo e, anzi, aggiorna il massimo vantaggio della gara salendo a +17 grazie al giro in lunetta di Joel Embiid a due minuti dalla fine del terzo periodo (63-80). Le difficoltà degli ospiti appaiono se possibile ingigantite dal parziale del quarto, che recita 20-34 in favore dei Sixers. 20 sono anche i punti da recuperare con 12′ ancora da giocare: è 68-88. L’ultimo quarto certifica soltanto le proporzioni della vittoria di Philadelphia, che si impone per 105 a 87.

Notevole per i Lakers la risposta avuta dal già citato Davis: 31 punti, 12 rimbalzi e quattro stoppate spiccano nel suo referto. Westbrook aggiunge 20 punti, quattro rimbalzi e tre assist. Guardando in casa Sixers, si allunga a 16 la striscia di gare consecutive con almeno 25 punti a referto per Joel Embiid (9-20 al tiro ma anche nove rimbalzi e sette assist), 23 punti, cinque rimbalzi e quattro assist per Tobias Harris. 14 punti in uscita dalla panchina a firma Georges Niang.

(24-24) Minnesota Timberwolves 115-124 Golden State Warriors (36-13)

Golden State vanta il miglior record casaingo in NBA (22-4), ma i Timberwolves bussano alle porte del Chase Center senza timore reverenziale. Mnnesota, sopra al 50% di vittorie per la seconda volta in stagione, registra infatti un miglioramento in doppia cifra per quanto riguarda i successi accumulati rispetto a 12 mesi fa, a questo punto dell’annata.  Il momento positivo è confermato da sole tre sconfitte nelle 11 uscite precedenti la trasferta in California. La partenza di Minnie è lanciata: 8-0. Gli Warriors, ancora privi di Draymond Green, non si scompongono, scaldando subito il motore con tre bersagli da oltre l’arco. È il segnale di una serata particolarmente proficua da questo punto di vista. Alla prima pausa, i T’Wolves sono avanti 14-11. Dopo 12′ parità a quota 29. Kerr ripropone la scansione già messa a punto contro i Mavericks per il minutaggio di Klay Thompson. Lo Splash Brother, già in doppia cifra al termine della prima frazione, muove il punteggio per i suoi in apertura di secondo periodo. Golden State dà seguito a un parziale aperto di 8-0 in poco più di 90″ a cavallo dei due quarti. La macchina Warriors prende ritmo in attacco e a 9.30 dall’intervallo lungo arriva il 10° assist di squadra.

Minnesota tiene testa ai padroni di casa con un solido primo tempo da parte di Towns e va al riposo con quattro punti di margine (61-57) . Il vantaggio, tuttavia, è troppo risicato per riuscire a reggere anche all’ormai proverbiale urto Warriors nel terzo quarto. In avvio Thompson e McDaniels si scambiano canestri, uno a testa da tre punti ma il parziale di Curry e compagni è inesorabile e sembra scavare un solco decisivo ai fini del risultato.

Al 38-20 che avrebbe messo in difficoltà qualunque avversario si aggiunge per i TWolves il guaio fisico occorso a D’Angelo Russell nelle battute iniziali del periodo. La risalita dal -14 è complicata, ma la squadra di coach Finch ha ancora qualche cartuccia da utilizzare e si riporta a sei punti sul 93-99 a 8:27 dalla sirena finale. Due canestri pesanti degli Splash Brothers riconsegnano a Golden State la doppia cifra di margine poco più tardi (104-115) che indirizza, questa volta definitivamente, la partita

29 punti, otto rimbalzi, sei assist e tre recuperi a referto per Steph Curry (6-10 da tre). 23 punti in 27′ per l’altro Splash Brother, Klay Thompson (5-9 dalla lunga distanza). 19 punti per Wiggins, fresco di convocazione all’All-Star Game 2022. 19 punti in uscita dalla panchina per Jordan Poole. Visti i problemi di D’Angelo Russell sopra citati, Minnesota si appoggia più che altro alla doppia doppia da 31 punti e 12 rimbalzi di Karl Anthony-Towns (sei assist, 12-22 al tiro) e ai 27 punti, sei rimbalzi e altrettanti assist di Anthony Edwards.

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