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Corner Three #2: Top e Flop della settimana

Gli scandali nei front office NBA hanno scosso l’intera lega, che nel frattempo si gode le giocate clutch di due possibili MVP

Flop

James Harden

Se l’inizio dei Brooklyn Nets non ha per ora tradito le grandi aspettative che gli addetti ai lavori si erano immaginati, lo stesso non si può di certo dire per James Harden.

L’MVP del 2018 sembra non aver ancora trovato la condizione ideale, lui che in estate ha affrontato un percorso di riabilitazione per l’infortunio al bicipite femorale destro. Lo stop prolungato ne ha viziato la condizione fisica, ed i risultati sono purtroppo sotto gli occhi di tutti: 17.7 punti, 7.4 rimbalzi e 9.0 assist a partita. Numeri che per qualsiasi altro giocatore sarebbero eccezionali, ma che gli standard a cui Il Barba ci ha abituati sono origine di preoccupazione. Soprattutto perché figli di un impietoso 38.5% dal campo.

Harden più di tutti sta soffrendo i nuovi accorgimenti normativi messi in atto dall’NBA, modifiche al regolamento che hanno quasi dimezzato i suoi viaggi in lunetta. Un momento difficile, qui sublimato da questa goffa palla persa. Una passeggiata in mezzo al campo che tanto ci dice del James Harden di questo inizio stagione.

 

La Formula Uno

È sempre bello quando due discipline apparentemente tanto diverse si incontrano in un momento condiviso di estasi sportiva. Come quando Michael Schumacher segnava al Derby del Cuore o Shaquille O’Neal prendeva a pugni il wrestler di turno sui ring della WWE. Ed è allora bello quando, in occasione del Gran Premio del Texas in Austin, i piloti di Formula Uno si sono cimentati in una simpatica sfida ai tiri liberi. Bello, finché non si è visto il risultato.

Sul canale YouTube della F1 è stato pubblicato qualche giorno fa il video del siparietto, con Dikembe Mutombo e Chris Bosh a rappresentare la lega e dare qualche dritta ai malcapitati Leclerc e Raikkonen di turno. Dritte che, evidentemente, non hanno fatto miracoli.

Gli scandali NBA

Chiudiamo la settimana con un paio di notizie terribili. Secondo quanto arriva dagli States, l’NBA ha aperto un’indagine sul proprietario dei Phoenix Suns Robert Sarver, pesantemente accusato di razzismo e misoginia. Come si legge nel report, circa 70 dipendenti ed ex membri dell’organizzazione Suns hanno accusato Sarver di aver usato ripetutamente un linguaggio razzista e misogino durante i suoi 17 anni di permanenza in Arizona.

Scandalo simile anche in un’altra franchigia della Western Conference, quei Portland Trail Blazers che da giorni stanno investigando sul loro GM Neil Olshey. L’accusa sarebbe quella di abuso di potere, comportamento tossico ed ostile sul posto di lavoro e molestie verbali denunciata da alcuni membri dello staff. Due indagini che, se confermate, stravolgerebbero il profilo delle rispettive franchigie.

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