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Miami Heat

Jimmy Butler: “Non posso portare mia figlia allo zoo perché tutti vogliono parlarmi di basket”

Il giocatore sembra infastidito dalle troppe attenzioni fuori dal campo

Con la piccola Rylee che ha appena compiuto 2 anni, Jimmy Butler ha ammesso che fa sempre più fatica ad uscire insieme a lei in pubblico. Il giocatore è spesso e volentieri riconosciuto dai tifosi e, nonostante la loro buona fede, la gente tende troppo spesso a disturbarlo per chiedere delle foto, interrompendo il momento di relax con sua figlia. Durante una recente intervista, la guardia di Miami ha voluto affrontare l’argomento, parlando di come gestisce la relazione con i fan:

“Penso che una delle cose più complicate dell’essere una celebrità è che non puoi essere un genitore normale. Odio il fatto di non poter portare mia figlia allo zoo perché tutti vogliono parlarmi di basket o fare una foto. Per mia figlia, sono solo suo padre, lei non sa nient’altro. Odio il fatto di non poter portare mia figlia al parco perché ci saranno dei bambini che giocano e che mi chiameranno per unirsi a loro. Tifosi, io vi amo, ma ora voglio letteralmente solo essere un papà.”

Il padrino di sua figlia, per chi non lo sapesse, è il suo nuovo compagno di squadra, Kyle Lowry. Butler ha quindi chiosato dicendo che diventare padre è un sentimento assolutamente irrazionale e appassionato.

“Quello che è cambiato da quando sono diventato padre è che mi chiedo sempre: ‘Come posso essere migliore per mio figlio?'”

 

 

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