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Milwaukee Bucks

NBA, Giannis: “Dobbiamo imparare per costruire una cultura vincente”

L’MVP uscente ha parlato dell’eliminazione dei Bucks, dei compagni di squadra e di come si possa costruire una mentalità vincente a Milwaukee

giannis Antetokounmpo 

Con la sconfitta contro i Miami Heat per 103 a 94, i Milwaukee Bucks, primo seed della Eastern Conference, sono ufficialmente fuori dalla corsa Playoff. I Bucks sono stati però molto sfortunati, colpiti anche dall’infortunio di Giannis alla caviglia. Infortunio che ha impedito all’MVP in carica di scendere in campo in Gara 5, rivelatasi decisiva. Antetokounmpo ha però preso parte alle interviste post-partita, parlando della sconfitta e della sua impossibilità di giocare:

“Ho provato a giocare la partita, a fare tutto quello che era necessario per scendere in campo. Stamattina, dopo essermi svegliato, ho fatto tutta la solita routine pre-partita ma, dopo aver parlato con tutto il team di medici e fisioterapisti, mi hanno detto che la giusta decisione era di non scendere in campo. Mi ero detto che sarebbe stato meglio non giocare Gara 5 e farmi trovare pronto per Gara 6, ma non ci sarà una Gara 6. Ma spero che possiamo imparare da questo e migliorarci come squadra. Dobbiamo costruire una cultura vincente qui a Milwaukee che ci permetta di andare là fuori a competere per il titolo per molti anni”

Un giornalista ha poi chiesto a Giannis cosa ne pensasse di come la squadra ha giocato nella bolla di Orlando, con un gioco che è stato diverso, e sicuramente meno efficiente, rispetto a quello visto fino a marzo prima dello stop forzato:

“Non so cosa sia cambiato. Se avessi avuto la risposta, ora non saremmo qui a parlarne. L’altro giorno c’è stato un momento in cui abbiamo giocato nel modo in cui eravamo abituati prima, ma non siamo riusciti a sostenerlo come squadra nè sono riuscito io individualmente. Non avere i nostri tifosi ci ha sicuramente penalizzato, forse anche più delle altre squadre qui nella bolla”

Giannis ha parlato anche dei suoi compagni, che avevano detto avrebbero giocato anche per lui:

“È bello avere compagni così, che cercano di giocare anche per te, ma loro non dovevano fare niente per me. Hanno lavorato duramente tutto l’anno e si sono meritati di arrivare fin qui. Volevo che lo facessero per loro stessi più che per me. Noi siamo fratelli, vinciamo sempre insieme e perdiamo anche insieme. Qeusta è la mentalità che abbiamo ed è per questo che amo i miei compagni”

 

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