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Memorial Kobe Bryant: il discorso di Shaquille O’Neal

L’ex compagno di Kobe in un discorso che ha strappato anche qualche sorriso al pubblico presente

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Subito dopo le lacrime di Michael Jordan, è salito sul palco l’ex compagno di squadra storico di Kobe Bryant. Shaquille O’Neal, durante il suo discorso, è riuscito a strappare le prime risate, come sa fare solo lui, a tutto lo Staples Center ricordando alcuni aneddoti tra loro due ai tempi dei Los Angeles Lakers dello storico Three Peat. Ecco il discorso di Shaq:

“Kobe e io ci siamo spinti l’un l’altro, giocando una pallacanestro incredibile. Sono orgoglioso che nessun altro team, dopo il nostro periodo ai Lakers, non sia riuscito a realizzato quello che abbiamo fatto durante i primi anni 2000, con il Three Peat. Come molti sanno e io lui abbiamo avuto una relazione complicata ai tempi dei Lakers. E sì, a volte, come bambini immaturi, abbiamo litigato, abbiamo litigato. Ci siamo scambiati battutine o insulti a vicenda, spesso con commenti offensivi. Ma in campo, non commettevamo errori, ci facevamo l’occhiolino a vicenda e ci dicevamo ‘Andiamo a prendere tutti a calci in culo’. In verità io e Kobe abbiamo sempre avuto un grande rispetto reciproco. Il giorno in cui Kobe ha guadagnato il mio rispetto è stato quando io ero con i miei compagni che discutevano del fatto che Kobe non passasse mai il pallone e allora dissi a loro che avrei parlato io con lui. Dissi: ‘Kobe, non c’è nessun “I” (io) nella parola “Team” (squadra).’ E lui mi rispose: ‘Lo so, ma c’è una “M” e una “E” in quella parola, motherfucker’. Quindi son tornato a parlare agli altri e ho detto: ‘Cerchiamo di prendere i rimbalzi perché credo che non la passerà mai’. Mamba, sei stato portato via da noi troppo presto. Il tuo prossimo capitolo della vita è solo all’inizio. Infatti è arrivato il tempo per noi di portare avanti la tua eredità. Sappi solo che ti stiamo guardando le spalle, fratellino. Mi occuperò io delle cose quaggiù. Mi impegnerò ad insegnare a Natalia, Bianca e alla bambina Capri tutte le tue mosse e ti prometto che non insegnerò a loro il mio tiro libero. Mi conforta solo il fatto che mentre parliamo, Kobe e Gigi si tengono per mano, camminando verso il campo da basket più vicino. Kobe le mostrerà alcune nuove mosse del Mamba quale è, oggi. E Gigi presto le padroneggerà tutte. Kobe, tu sei l’MVP del paradiso. Ti voglio bene, amico mio. Fino a quando ci incontreremo di nuovo. Riposa in pace, Kobe. “

 

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