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NBA, Puma piazza il colpo Derrick Jones Jr.

Il brand sportivo tedesco ha voluto offrire un contratto di sponsorizzazione al vincitore della gara di schiacciate

puma

Che la NBA sia un business è risaputo. Che sia un business in continua crescita anche. Forse però non sempre riusciamo a renderci conto di quanto possa essere veloce il mercato dietro la NBA e di quanto oramai sia diventato trasversale. Non c’è problema, ci aiuta la Puma a farcelo capire.

È ufficiale, infatti, che l’azienda di scarpe e abbigliamento sportivo tedesca ha aggiunto alla propria scuderia di giocatori NBA anche il fresco vincitore della gara di schiacciate 2020, Derrick Jones Jr.

Derrick, in forza ai Miami Heat, ha dato vita, assieme ad Aaron Gordon, ad une delle finali più accese nella storia dello Slam Dunk Contest dell’All-Star Weekend. Le qualità delle schiacciate, abbinata ad un pizzico di polemica fatta partire dallo sconfitto, ha fatto raggiungere al video del trionfo di Jones Jr le 6.5 milioni di visualizzazioni.

Questo risultato, tanto sportivo quanto mediatico, ha suscitato le attenzioni del marchio Puma che ha deciso, a poche ore dalla vittoria, di offrire un contratto di sponsorizzazione pluriennale al nostro Derrick. A riportare la notizia è stato Nick DePaula di Espn.

La firma di Jones Jr però non è un unicum, ma si inserisce in una tattica più ampia di Puma per penetrare il mondo NBA. La società tedesca infatti, negli ultimi mesi ha chiuso contratti di sponsorizzazione con giocatori estremamente giovani ma con alto potenziale. Solo per citarne alcuni, Michael Porter Jr., Kyle Kuzma e Kevin Porter Jr. Giocatori non per forza di primissimo livello oggi, ma con ampie potenzialità mediatiche in futuro. Scegliere Jones Jr, quindi, può inserirsi in questo contesto ma in maniera trasversale.

Jones Jr., infatti, a differenza dei suoi colleghi di sponsorizzazione, non è stato scelto al Draft in alte posizioni. Si sta sì ritagliando un ruolo sempre più importante nei Miami Heat in fatto di minuti giocati e statistiche personali. Ma, mediaticamente parlando, il suo ingresso nella NBA è stato meno eclatante degli altri. Derrick però si reso protagonista di questo All Star weekend, riuscendo a prendersi la scena e i riflettori, al pari di un prospetto campione. Il giocatore infatti ha dimostrato cosa è in grado di fare se si parla di schiacciate e con la vittoria di quest’anno si è candidato ad essere uno dei protagonisti anche nei futuri Slam Dunk Contest.

Questo perché dietro la Nike, prima e incontrastata regina dei brand sportivi legati al mondo NBA, e Adidas, storica seconda della classe nel mercato del basket americano, la guerra di marketing è completamente aperta. E nei prossimi anni potremmo assistere ad un mercato estremamente eterogeneo. Infatti, nuove aziende sono emerse con prepotenza nel panorama NBA. Non solo la già citata Puma. Ma anche la Under Armour, che oggi calza i fratelli Curry e Joel Embiid, o la New Balance, con Kawhi Leonard e Dejounte Murray. Senza nemmeno dimenticare i nuovi marchi cinesi, come la Li-Ning che dopo aver ingaggiato Dwyane Wade ha fatto vacillare Antetokounmpo dal rinnovare con la Nike.

Il motivo però, di questa lotta serrata tra brand, sta nel fatto che il mercato NBA è in continua espansione ( si parla di quasi 3 miliardi e mezzo di dollari di aumento entro il 2023) e che in questo mercato le calzature da pallacanestro stanno ricoprendo un ruolo sempre più importante.  Non solo progetti high-tech in grado di offrire prestazioni sempre migliori, ma veri e propri oggetti da collezione. Pezzi unici e sempre più estrosi spesso ideati dai giocatori stessi. E che diventano per i fan simboli da poter indossare, tanto quanto una canotta della propria franchigia. Basti pensare che il mercato delle scarpe sportive supera, ad oggi, i 40 miliardi di dollari, e che le sneakers da basket sono tra le più vendute, dopo quelle da running, con un aumento annuale costante di oltre il 5 percento.

Per Puma insomma, la firma di Jones Jr è un vero e proprio colpo di mercato all’interno del campionato di pallacanestro. Perché la NBA non è solo quella giocata sul parquet con la palla, ma anche giocata a suon di contratti e sponsorizzazioni.

Fonti:

-Statista

-Espn

-Nbc

– AP

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