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NBA, James Capers fa chiarezza sulla schiacciata di Harden

L’episodio controverso è accaduto nel corso dell’ultimo quarto

credit by clutchpoints

Ci sono voluti due overtime per decidere un vincitore. Alla fine, l’emozionante sfida tra Spurs e Rockets se la aggiudica la squadra di Gregg Popovich. DeMar DeRozan, con 23 punti, 5 rimbalzi, 9 assist, e Bryn Forbes autore di 25 punti, 2 rimbalzi e 4 assist, sbaragliano James Harden e compagnia bella. I 50 punti del numero 13 dei Rockets non sono serviti ad ottenere la quattordicesima vittoria in stagione ma, forse, quei due punti “rubati” avrebbero potuto cambiare la sorte della partita.

Nel corso dell’ultimo quarto di partita, si verifica un episodio che farà discutere. Harden ruba palla in difesa, corre indisturbatamente verso il canestro e schiaccia. Per sua sfortuna, schiaccia talmente forte che la palla compie una rotazione di 360 gradi e torna sopra il canestro. L’arbitro James Capers non convalida i due punti, tra le proteste di coach Mike D’Antoni e dello stesso Harden.

https://twitter.com/espn/status/1202071139440381953?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1202071139440381953&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.thescore.com%2Fnba%2Fnews%2F1897122

Nel post partita, Capers ha voluto spiegare personalmente la scelta presa sul momento:

Harden compie la schiacciata, ma noi vediamo la palla tornare sopra il canestro attraverso la rete. Quando accade ciò, si tratta di un’interferenza di gioco. Affinché il canestro sia convalidato, la palla deve scorrere in modo pulito attraverso la rete.”

Inoltre, l’arbitro ha aggiunto:

Siamo venuti qui dopo aver rivisto la giocata. Harden ha schiacciato così forte che la palla è tornata sopra il canestro. Tuttavia, la palla passa in modo pulito ed il canestro era regolare.”

Capers ha anche chiarito che l’episodio avrebbe potuto essere rivisto se coach Mike D’Antoni avesse voluto. Durante i trenta secondi di timeout l’allenatore dei Rockets non ha espresso immediatamente la sua volontà di rivedere la giocata. Quando lo ha fatto, era ormai troppo tardi:

La fattispecie della giocata era soggetta a un possibile review, ma il regolamento concede 30 secondi all’allenatore per chiamare il challenge e durante il timeout, mentre la panchina di Houston continuava a protestare cercando di ottenere una spiegazione del fischio, i 30 secondi sono trascorsi impedendogli quindi poi di avere il challenge. Quando lo hanno fatto, era troppo tardi”.

La speranza è l’ultima a morire, perché i Rockets hanno la possibilità di presentare ricorso al commissioner NBA entro 48 ore dalla fine della partita.

C’è infatti un precedente. Miami-Atlanta dell’8 marzo 2008: a Shaquille O’Neal viene fischiato erroneamente il sesto fallo e cacciato dal parquet quando sul cronometro mancano 51.9 secondi. La NBA, in questo caso, era intervenuta per far rigiocare l’ultimo minuto al successivo incontro (dopo 4 mesi) tra le due squadre.

 

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