Seguici su

News NBA

NBA, Howard si presenta: “Gioco altri otto anni e chiudo qui la carriera”

Howard appare motivato e strappa qualche sorriso nella conferenza di presentazione a Washington

Conferenza di presentazione per Dwight Howard in quel di Washington D.C. L’ex Hornets, reduce da quella che lui stesso ha definito  – in tempi non sospetti – una delle migliori annate in carriera, riparte con grande voglia di riscatto. Riportiamo di seguito i passaggi salienti dell’incontro con la stampa:

“Il gioco si è evoluto ed è cresciuto da quando sono entrato nella NBA. Sono a disposizione del coach per qualsiasi cosa e non vedo l’ora di contribuire […]  Punto a ritirarmi indossando questa maglia e penso a vincere qui.”

Entrando più nel dettaglio, Howard ha aggiunto:

“Agli esordi giocavo contro Shaq, Alonzo Mourning Jermaine O’Neal [e altri] e la situazione era più o meno questa: 

‘Vediamo chi è il più forte in pitturato’ […]

Ora non è più così e se voglio giocare a buoni livelli per otto anni, più o meno, devo cambiare il mio gioco. Il percorso è cominciato già nella scorsa stagione, ho avuto fiducia, come poche altre volte prima, in tutti gli aspetti del mio gioco, dal palleggio al tiro, nel tentativo di diventare anche una minaccia offensiva in situazioni di isolamento e cose del genere. Devo continuare a lavorarci.”

Stuzzicato dai giornalisti sul tema dei molti campi di casacca nelle ultime stagioni, Howard ha mostrato di avere la battuta pronta:

“Scherzavo prima su questo con il mio preparatore e credo possa andare in risposta alla tua domanda:  la mia carriera è cominciata con i Magic, ho imparato l’arte della magia per otto anni, ho viaggiato verso La La Land [Los Angeles Lakers, ndr], ho imparato a lavorare con i razzi, [Rockets, ndr] a volare con alcuni falchi [Hawks, ndr], sono stato punto dai calabroni [Hornets]. È uno scherzo, ma in fin dei conti posso  dire che tutto questo mi ha insegnato come essere uno stregone  [Wizard, ndr].”

A Washington, Howard troverà un ambiente lui congeniale:

“È una grande piazza per me. Con tutto il rispetto per le altre point guard con le quali ho giocato in carriera, John è un’altra cosa. Attrae molta attenzione da parte delle difese avversarie e la sua aggressività in attacco renderà difficile contenere il pick-and-roll. A questo punto della sua carriera vuole vincere e so che l’eliminazione al primo turno in occasione degli ultimi Playoff l’ha fatto star male. Tornerà pronto a dimostrare che abbiamo una squadra incredibile. C’è Bradley Beal che sta crescendo ed è reduce da una delle sue stagioni migliori offensivamente, ma non è soddisfatto. Ognuno di noi ha qualcosa da dimostrare e vogliamo farlo insieme. [Quest’opportunità] non poteva arrivare in un momento migliore. John Wall si è fatto sentire in maniera molto diretta e non ci ho pensato due volte.”

Coach Scott Brooks  spera che la squadra possa finalmente fare il salto di qualità:

“Sono eccitato e la possibilità di allenare [Dwight] mi rende felice. Considerando lo stress che il mio ruolo comporta non so se riuscirò ad allenare altri otto anni, ma sono contento di averlo con noi.  Non si diventa un giocatore di questo tipo senza fare le cose giuste un giorno sì e altro pure. È un otto volte All-Star, tre volte Difensore dell’Anno e viene da un anno chiuso  a 17 [punti] e 13 [rimbalzi] di media. Come può non piacere un giocatore così?  Il mio lavoro è far funzionare il tutto. Non ha mai avuto l’opportunità di giocare con un back-court composto da due All-Star nel fiore della loro carriera. […]  Vogliamo giocare veloce. Come? Andando a rimbalzo – è il migliore della lega in questo – e correndo. Abbiamo un paio di mesi da qui al Training camp per ragionare sul da farsi con lo staff.”

 

Leggi anche:

Mercato NBA: Dwyane Wade tentato dal campionato cinese

Mercato NBA, i Cavaliers interessati a David Nwaba

NBA, Javale McGee: “I  Lakers saranno una delle squadre più divertenti di sempre”

Commento

Commento

  1. Giorgio

    24/07/2018 00:20

    Massi’, ha avuto il suo percorso, da nuovo centro dominante della lega in una squadra dove il piu’ forte era Turkoglu (e hanno giocato una finale), a punto debole dei Lakers pluri all stars malassemblati e a fine carriera, passando per l’allenamento personalizzato di the dream a Houston, eccetera… L’Nba non e’ piu’ terreno ideale degli atleti grossi e verticali e lui un po’ si e’ adattato al trend, conservando pero’ sempre la sua ironia (ed e’ Stuper man a Shaqtin a fool). Se ora e’ pronto per mettersi a disposizione della squadra, e’ pur sempre un superatleta e dopo I Lakers, non ha piu’ giocato con 2 all stars. Per me quest’anno Washington e’ piu’ forte e dopo Boston, Toronto, Milwakee e Philadelphia, se la gioca con Indiana come forza alternativa ad est.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement
Advertisement

Altri in News NBA