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New Orleans Pelicans

NBA, Gentry avvisa Golden State: “Abbiamo fame”

Pelicans al banco di prova Golden State

Dopo il sorprendente sweep ai danni dei Portland Trail Blazers al primo turno, i New Orleans Pelicans si apprestano ad affrontare gli Warriors nelle Semifinali della Western Conference.

Golden State parte con i favori del pronostico, ma New Orleans è pronta a dare battaglia. In una lunga intervista concessa a The Undefeated, Alvin Gentry, riconfermato dalla dirigenza, si gode il momento positivo. Riproponiamo di seguito alcuni estratti:

“I nostri ragazzi hanno fame e vedono un’opportunità davanti a loro. Credo giocheremo al nostro meglio e combatteremo come pazzi. Partendo da tali presupposti, accetteremo ciò che verrà di conseguenza. […] La città di New Orleans ama le proprie squadre. […] Il pubblico che abbiamo avuto nelle due partite casalinghe è stato incredibile. […] Stavamo giocando a un livello così alto che, nella condizione in cui ci trovavamo, avremmo preferito continuare a giocare, ma […] arriveremo [alla serie] più riposati e in salute.”

Uno sguardo indietro anche alla stagione regolare, che ha avuto il proprio turning point nel momento dell’infortunio occorso a DeMarcus Cousins:

“È stato devastante. […] C’è stato un periodo in cui ci siamo pianti un po’ addosso. […] Poi è arrivato A.D. [Anthony Davis n.d.r.] più MVP che mai. […] Il premio lo vincerà James Harden […], ma se avessimo vinto 50-55 partite credo che Davis sarebbe entrato legittimamente nella discussione.”

Sorprendente anche l’impatto di un Rajon Rondo formato Playoff:

“Se sei trasparente e onesto con i giocatori, molti di loro sono allenabili. […] Ho preso da parte Rondo e messo le cose in chiaro: ‘Ti adoro come giocatore e penso tu possa essere un grande leader. Ti darò ogni opportunità per farlo’. Credo di averlo conquistato dicendogli: ‘Se ho chiamato un gioco e tu ne chiami un altro, il tuo schema avrà sempre la meglio a meno che non si tratti degli ultimi due minuti di partita. […] Adoro averlo con me, è come un’estensione di te stesso sul campo. 

Su Holiday, per il quale oramai i complimenti si sprecano:

“Sarei molto, molto deluso se non venisse inserito nel primo quintetto difensivo NBA.”

 

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