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NBA e NBPA puntano a eliminare la one-and-done rule

NBA ed NCAA fanno fronte comune. La regola, in vigore dal 2006, potrebbe presto scomparire

Forbes

Torna d’attualità il tema della one-and-done rule, sul tavolo di discussione sia a livello collegiale che a livello NBA.

La commissione insediatasi per affrontare gli scandali che hanno recentemente funestato il mondo del college basket ha offerto un quadro più chiaro della situazione nella giornata odierna. Condoleeza Rice, che ha presieduto la riunione, ha illustrato i punti salienti emersi ai microfoni dell’Associated Press:

“In un modo o nell’altro la one-and-done rule deve sparire.”

Inoltre, il comitato auspica la possibilità per i giocatori undrafted di tornare al college a meno che non abbiano firmato un contratto professionale:

“Entrare nel tabellone del Draft con troppo anticipo non è il tipo di errore di valutazione che dovrebbe privare gli studenti-atleti della valida opportunità di iscriversi o proseguire il college mentre giocano a basket.”

Se lo scenario non dovesse cambiare, la commissione valuterà opzioni alternative, tra le quali il blocco dell’eleggibilità dei freshmen.

La NBA, l’unica ad avere davvero voce in capitolo (la regola è entrata in vigore nel 2006, ndr), ha fatto sapere in un comunicato di condividere la posizione espressa dalla commissione:

“Supportiamo la politica della NCAA […] che salvaguarderà il benessere dei giocatori imponendo maggior trasparenza da parte di rappresentanti e programmi di ateneo. Condividiamo anche la preoccupazione della commissione per quanto concerne lo stato del basket giovanile.”

Le discussioni tra NBA e NBPA (sindacato dei giocatori)  su questo fronte si concentrano sul lungo periodo ed è difficile ipotizzare cambiamenti prima del 2020. La G League, da questo punto di vista, non prevede alcuna limitazione per i prospetti in uscita dalla high school.

 

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