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Lakers, Kuzma quattro volte sopra i trenta, il primo rookie dai tempi di Magic

Con i 30 punti nella partita contro i San Antonio Spurs il prodotto dell’università dello Utah ha raggiunto il proprio Gm come numero di trentelli realizzati nella stagione da rookie

Nella serata di ieri i Los Angeles Lakers hanno un po’ rovinato i piani dei San Antonio Spurs che con la vittoria di ieri potevano assicurarsi un posto ai Playoff. Invece è arrivata una sconfitta in overtime per gli Speroni, 122 a 112 in favore dei gialloviola, che hanno avuto un Kyle Kuzma da 30 punti.

Per i Lakers, che ormai non hanno più nulla da chiedere alla classifica è stata una partita come le altre, ma lo stesso non è stato per il rookie da Utah University: per Kuzma si è trattata infatti della quarta partita da 30 o più punti e con questa prestazione il giocatore ha eguagliato una leggenda della franchigia come il suo GM Magic Johnson che nella stagione da rookie 1979/80 registrò lo stesso numero di trentelli.

Il giocatore, scelto alla numero 27 con la pick arrivata dai Nets nello scambio che ha portato a Brooklyn Mozgov e Russell, sta giocando un’ottima prima stagione NBA, realizzando 16.3 punti, 6.3 rimbalzi e il 45% dal campo.

L’inizio di stagione era stato oltre qualsiasi aspettativa, con diverse partite in cui il nativo del Michigan era stato senza mezzi termini il miglior giocatore della squadra, poi come spesso accade nell’anno da rookie c’era stata una flessione verso meta stagione, il così detto “Rookie Wall” (12 punti di media con il 38% dal campo tra gennaio e febbraio, coincisi anche con diverse partenze dalla panchina), interrotta con un ottimo mese di marzo da 19 punti di media e quasi il 50%.

In attesa di una free agency assolutamente rovente per i Los Angeles Lakers, la franchigia della California può già sicuramente essere soddisfatta della crescita dei suoi giovani quest’anno, non solo di Kuzma, ma anche di Brandon Ingram, che nonostante qualche partita saltata di troppo ha raddoppiato quasi ogni sua statistica (16 punti 5 rimbalzi e il 47% dal campo in questa stagione).

 

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Commento

Commento

  1. Giorgio

    05/04/2018 16:37

    Anche nella summer league è parso subito essere lui il rookie forte e non Lonzo.
    C’è da dire che ha fatto 3 anni al college prima di arrivare in NBA, è del ’95, quindi dello stesso anno di giocatori già affermati nella lega come Karl Anthony Towns, Kristaps Porzingis, Andrew Wiggins, Nikola Jokic, Jabari Parker..
    Per lui comunque, questa è stata una stagione straordinaria, nella corsa al rookie of yhe year io lo vedo subito dietro a Tatum, Mitchell (rookie “puri”) e Ben Simmons (rookie “second year”).

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