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I Villanova Wildcats sono campioni NCAA

La squadra di Jay Wright va sotto nei primi minuti della gara, ma poi passeggia sui Wolverines grazie anche ad un DiVincenzo sovrumano e il solito Mikal Bridges da 19 punti. Secondo titolo in tre anni per i Wildcats

“The Road Ends Here”. Così si dice dall’altra parte dell’Oceano quando si arriva fino in fondo ad una competizione. Quest’anno a contendersi la finale NCAA i Michigan Wolverines di Mo Wagner, arrivati a San Antonio sopravvivendo a diverse partite difficili, come la vittoria allo scadere contro Houston e la più accredita Villanova, la vera favorita del torneo, molto più regolare durante il proprio cammino, dimostrando un dominio per la quasi totalità del tempo passato sul parquet (in difesa, come contro Texas Tech e in attacco nella semifinale di sabato quando si è abbattuta contro i Kansas Jayhawks registrando contemporaneamente il record di triple segnate in una singola partita di Final Four, 18, e di triple segnate in stagione, 454).

Il palcoscenico come detto era quello dell’Alamodome di San Antonio, centro del basket per una sera in cui anche la NBA si ferma per assistere i giovani collegiali che si giocano l’ultimo capitolo della loro stagione.

La partita è cominciata con i protagonisti più attesi, con Jalen Brunson e Mo Wagner che segnano i primi canestri delle rispettive squadre. Michigan parte subito molto aggressiva in difesa, sopratutto sugli esterni per evitare di fare la fine di Kansas che venerdì ha perso la partita nei primi 10 minuti subendo una pioggia di triple. Wagner è ispiratissimo e segna 9 dei primi 11 punti della sua squadra, portando i Wolverines avanti di 7 lunghezze. Qui esce dalla panchina Donte DiVincenzo e la partita cambia: infatti il giocatore di chiare origini italiane si prende la squadra in mano, segna due triple consecutive e un canestro con fallo, invertendo completamente il trend della gara. Michigan si blocca e DiVincenzo continua a fare male chiudendo il primo tempo con 18 punti e 7/10 da campo e portando la sua squadra all’intervallo sopra di 9, 37 -28.

Dagli spogliatoi il talento tedesco sembra intenzionato a ricominciare come ad inizio partita, ma si tratterà solamente di un fuoco di paglia perché Nova ricomincia a macinare gioco e pare inarrestabile; questa volta il parziale è iniziato da Eric Paschall che segna 5 punti consecutivi. Wagner si innervosisce: fallo in attacco, tecnico per un battibecco con Spellman e panchinamento conseguente per un paio di minuti, giusto in tempo per vedere Mikal Bridges che con una tripla segna il +18 per i Wildcats. Il resto del secondo tempo è un inutile tentativo di rimonta da parte di Michigan che prova a correre ma incappa nell’ennesima partita pessima al tiro pesante del torneo e in uno show balistico di DiVincenzo prima(31 punti a fine partita career-high, record per un giocatore in uscita dalla panchina in una finale NCAA e titolo di Most Outstanding Player) e Mikal Bridges poi (19 punti). Il punteggio finale dice 79 a 62 ed incorona Villanova nuovamente campione NCAA a distanza di due anni dal tiro allo scadere di Kris Jenkins.

Partita in equilibrio per solamente 10 minuti, sintomo di una differenza sul campo che i Wolverines non sono riusciti a nascondere nonostante un Abdur-Rahkam da 23 punti alla sua ultima partita con i gialli del Michigan. Non è ancora dato sapere se sarà stata l’ultima partita in NCAA anche per Mo Wagner che potrebbe tentare il salto al piano superiore, nonostante un torneo fatto di alti e bassi e i limiti evidenziati durante la stagione. In questo momento il lungo tedesco è dato intorno a metà secondo giro dalle previsioni sul Draft.

Diversa la questione sulla squadra di Jay Wright che vedrà diversi giocatori prendere la strada del professionismo: il più accreditato è sicuramente Mikal Bridges. Il junior è dato intorno alla decima chiamata al Draft e viene da una stagione fenomenale, 17.6 punti (il doppio rispetto alla scorsa stagione) 5 rimbalzi e il 44% da tre punti su 6 tentativi a partita. Fisicamente è già pronto per la NBA e in molti, vista la capacità di essere decisivo sia in attacco che in difesa, gli hanno già affibbiato un paragone scomodo con Kawhi Leonard.

Un’altro che sicuramente lascerà l’ateneo è Jalen Brunson, fresco MVP della stagione che ha visto le sue quotazioni al Draft salire nell’ultimo periodo, (fine primo giro in questo momento) anche se il suo adattamento fisico alla lega rimane ancora un grosso punto interrogativo per molti addetti ai lavori NBA.

Difficile partano i due lunghi Eric Paschall e Omari Spellman (molto interessanti le parole del Coach sul lavoro svolto dal giocatore sul proprio fisico; 20 kg persi da inizio stagione per arrivare ad essere uno dei giocatori più importanti della squadra), mentre dopo il torneo giocato, e sopratutto la finale, potrebbero esserci delle sirene NBA per Donte DiVincenzo; bisognerà attendere il prossimo Mock Draft.

Anche quest’anno si è chiuso un’altra incredibile stagione di College Basketball che fino all’ultimo ha regalato grandissime emozioni e altrettante sorprese. Una March Madness fatta di upset clamorosi e di squadre piene di talento, tra le quali ad aver la meglio è stata la continuità e l’esperienza di Villanova, formazione allenata secondi principi dantoniani (su stessa ammissione di Jay Wright) che per tutta la stagione ha dimostrato di avere sempre un qualcosa in più.

Ora occhi puntati sul Draft e su quali giocatori si dichiareranno nelle prossime ore (ultima notizia quella di Jaren Jackson Jr.) in una lotteria che si preannuncia potenzialmente tra le più talentuose degli ultimi anni. Sguardo però anche alla prossima stagione NCAA con le nuove leve che arriveranno dalle High School e con già un primo record infranto: Duke per la prima volta da quando esistono le valutazioni sui giocatori liceali avrà nel roster i primi tre giocatori della nazione: il canadese R.J. Barrett, Zion Williamson e Cam Reddish.

 

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