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Curiosità

Se la stagione NBA 2017-18 fosse una raccolta di album musicali

La regular season sta volgendo al termine e con essa arrivano i primi bilanci stagionali: noi l’abbiamo fatto collegando un album ad ogni franchigia NBA

Sacramento Kings (24-51)

Album: Tempi Bui – Ministri (2008)

Tempi Bui dei Ministri ha visto la luce all’alba di quel 2008 che verrà ricordato più per l’esplosione di una crisi finanziaria i cui effetti sono ancora evidenti dieci anni dopo che per qualsiasi altra cosa. I toni sono rassegnati, i testi pieni di insofferenza verso una società che non riconosce più sé stessa. Lo stesso vale per i Sacramento Kings, all’interno dei quali regna la rassegnazione e il dispiacere per non aver raggiunto nemmeno una volta i Playoff negli ultimi dieci anni: i loro tempi bui infatti stanno durando dal 2006.

 

Chicago Bulls (24-51)

Album: i singoli di Lost Frequencies

Lost Frequencies è il nome d’arte del DJ belga Felix Safran De Laet. Il classe ’93 non ha ancora prodotto alcun album, ma solamente una manciata singoli – comunque di grande successo. Giovane e talentuoso, dunque, ha ancora una lunga strada da percorrere, così come sembra essere quella dei giovani Chicago Bulls: Lauri Markkanen, Zach LaVine e Chris Dunn, insieme alla prossima scelta del Draft 2018, potrebbero far spiccare il volo ai Chicago Bulls e salire alla ribalta nazionale e internazionale, in modo del tutto analogo a Lost Frequencies.

 

New York Knicks (27-49)

Album: Blurryface – Twenty One Pilots (2015)

Blurryface, oltre ad essere il titolo dell’ultimo disco dei Twenty One Pilots, in inglese significa “faccia sfocata”. È quello che è successo ai New York Knicks: dopo l’infortunio occorso a Kristaps Porzingis, costretto a saltare il resto della regular season, la squadra della Grande Mela si è sfocata a tal punto da perdere ogni speranza di partecipare alla offseason in questa stagione.

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