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Kobe e la scazzottata con Shaq: “Dovevo proprio essere matto per fare a pugni con lui”

Un Kobe scherzoso racconta di uno dei litigi con Shaq ai Lakers, quando i due arrivarono alle mani e poi continuarono a giocare

Recentemente Shaquille O’Neal ha ammesso di dovere delle scuse a Kobe Bryant per il rapporto tempestoso fra i due ai tempi dei Lakers, dichiarando di avere delle colpe evidenti.

Poi i due hanno avuto un face to face sotto gli occhi delle telecamere dove per circa un’ora hanno chiacchierato e chiarito varie incomprensioni lasciate in sospeso.

Ma di siparietti e storie da spogliatoio fra i due ce ne sono davvero tanti ed uno di questi viene svelato dal Black Mamba in un famoso talk show americano.

Kobe ospite al Jimmy Kimmel Live! ha simpaticamente raccontato di una famosa scazzottata fra lui e Shaq nella stagione 1998-99. Alla domanda su chi avesse scagliato il primo pugno Kobe ha raccontato:

“Lui lo fece. Sai io non ci arrivavo a colpirlo. Vidi questo pugno immenso…Durante la chiacchierata che ho fatto con Shaq ho preso in mano il suo pugno, ho guardato la dimensione della sua mano ed ho detto: ‘Dovevo essere proprio il diciannovenne più matto del mondo per fare a pugni con questo ragazzone, cose che succedono.’

Lui ha sferrato un pugno, l’ho schivato e ne ho sferrato uno anche io. Poi tutti sono intervenuti e lo hanno mantenuto in disparte. A quel punto era come se gli avessi detto puoi anche farmi a pezzi ma sai che non indietreggerò mai.”

Poi Kobe ha affermato che dopo la zuffa hanno continuato a giocare perché era accaduto tutto durante una partita di allenamentoJimmy Kimmel interviene dicendo che quando una cosa del genere accade ai ragazzi a scuola di solito dopo la lite ci si avvicina, si diventa più intimi, e chiede al Mamba se fosse accaduto lo stesso fra di loro.

“Beh no! Perché stavamo giocando e la sua squadra conduceva per 5 a 2 in una partita dove si arrivava a 7. Quindi dopo il litigio ero davvero incazzato ed ho segnato tutti i punti vincendo la partita, non lasciavo la palla a nessuno. Quindi diciamo che non ho lasciato alcuna possibilità di riavvicinamento.”

Personalità e talenti a confronto. Liti, pugni, parole e sguardi taglienti fra due delle più grandi coppie della NBA che nonostante le distanze portarono a casa 3 anelli su 4 finali disputate.

 

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