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Westbrook: “Un onore essere accostato a Michael Jordan e Magic Johnson”.

Il play dei Thunder sta elevando il proprio gioco a livelli paragonabili a quelli delle leggende NBA

LeBron James quando vuole ingrana la quinta e semina il panico tra le difese NBA, James Harden sta disputando la miglior stagione in carriera, Kevin Durant gioca con il pilota automatico come sempre, Chris Paul è il solito condottiero senza macchia e senza paura. Ma è Russell Westbrook il vero personaggio di questo primo quarto di regular season 2016-2017, per il suo irreplicabile mix tra follia umana e cestistica e talento fisico-tecnico soprannaturale. Il play dei Thunder, che recentemente ha chiuso una serie da 7 triple doppie consecutive, sta smuovendo paragoni importanti; paragoni da leggenda.

ONORE

Westbrook è stato il primo dai tempi di Michael Jordan (stagione 1988-1989) a infilare 7 triple doppie in serie, ed è stato il primo dopo 55 anni a entrare nel mese di dicembre in tripla doppia di media (al momento ha 30.7 punti, 10.8 assist e 10.7 rimbalzi), replicando quanto fatto nel 1961-1962 da un’altra leggenda NBA come Oscar Robertson. Il play del Thunder, in un’intervista rilasciata a CBS Sports, ha parlato di cosa significhi essere accostato a giocatori di questo livello:

Per me è una benedizione, un onore incredibile, sentire il mio nome di fianco a quello di Michael Jordan, Magic Johnson e Oscar Robertson. Cerco di non dare mai per scontato il mio gioco, voglio vivere nel presente e aiutare i miei compagni a migliorare. I grandi del passato sono diventati leggende proprio per questo motivo: hanno vinto dei Titoli rendendo migliori le persone che avevano intorno. Spero di riuscire a fare la stessa cosa. 

E ha chiuso rimarcando il concetto:

Voglio vincere, non c’è nulla di più importante per me. Continuano a chiedermelo dopo ogni partita, a chiedermi se do più importanza alle mie statistiche o agli obiettivi della squadra. Continuerò anche io a ripetere sempre la stessa cosa: m’interessa vincere, nient’altro.

Una dichiarazione d’intenti piuttosto chiara. Intanto i Thunder, zitti zitti e con quasi nessuno che credeva in loro a inizio stagione, sono 15-10 e sesti nella Western Conference.

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