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NBA, John Wall: “Ho pensato al suicidio. Sono stati anni anni bui, la mia famiglia mi ha aiutato”

Il neo giocatore dei Clippers si racconta: “Ho perso mia madre e mia nonna in poco tempo. Volevo farla finita, ma i miei figli sono la mia salvezza”

john wall

Dopo tre anni in cui ha giocato solo 40 partite, John Wall è pronto a tornare in campo: gli anni passati sono stati un inferno per il giocatore dei Clippers, tanto da aver pensato più volte al suicidio. La morte della madre e, poco dopo, quella della nonna e l’infortunio al tendine d’Achille avevano fatto entrare l’ex Rockets in un tunnel senza uscita: ha rivisto la luce grazie all’aiuto della sua famiglia, in particolare dei figli. Ora è pronto a mettersi tutto alle spalle e tornare il John Wall che tutti conoscono.

John Wall: “Sono stati anni difficili, ma sono grato di tornare a giocare”

Ospite di un evento della sua fondazione e della The Salvation Army, John Wall ha parlato degli ultimi due-tre anni dove ha affrontato molte difficoltà: dall’infortunio al tendine d’Achille alla morte della madre, fino alla perdita anche della nonna. Tutti eventi negativi che hanno portato il giocatore dei Clippers a pensare anche al suicidio, come racconta lui stesso:

“Ho toccato il fondo, era il periodo più buio della mia vita. A un certo punto ho pensato al suicidio: voglio dire, mi ero strappato il tendine d’Achille, mia madre era malata e poco dopo è morta, mia nonna è morta un anno dopo. Tutto questo nel bel mezzo del COVID, nello stesso momento in cui accompagnavo mia madre a fare la chemioterapia, seduto accanto a lei che esalava i suoi ultimi respiri, indossando gli stessi vestiti per tre giorni di fila” 

A dare sostegno e far uscire dal tunnel John Wall ci ha pensato la famiglia e le sedute da un terapeuta, come racconta nel suo intervento:

“Ho una grande famiglia che mi sostiene: la mia squadra, la madre dei miei figli è stata fantastica, i miei due ragazzi sono la mia motivazione. Guardo a tutto questo e penso: ‘Se riesco a superare questo, posso superare qualsiasi cosa nella vita’. E non mi piace vantarmi di questo. Tutti passano dei momenti difficili, per nessuno è facile, ma non credo che molte persone possano superare quello che ho passato io. Per me tornare al top, tornare dove voglio essere e vedere che i fan vogliono vedermi giocare, sentire il sostegno della mia città natale è molto importante. Sono andato in terapia e mi ha aiutato molto. Molte persone pensano di non aver bisogno di aiuto e che posso superare le difficoltà in qualsiasi momento, ma devi essere sincero con te stesso e scoprire cosa è meglio per te”

L’avventura con i Clippers

John Wall era passato da Washington ai Rockets nell’operazione Westbrook ma, tra problemi fisici e altro, ha giocato solo 40 partite. Da quest’estate è un giocatore dei Clippers, con i quali non vede l’ora di iniziare a giocare:

Sono felice di avere l’opportunità di giocare di nuovo a basket. Penso che tutto ciò che ho passato e che ho passato sia stato parte del piano di Dio. […] Ho l’opportunità di giocare con due grandi giocatori e, ora, solo il cielo è il limite: un paio di settimane fa c’era l’opportunità di fare un mini-camp a Santa Barbara e sembrava spaventoso, ma non sono io a parlare, lascio che sia il gioco a farlo quando scendo in campo” 

 

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