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Corner Three #8: Top e Flop della settimana

Torna il solito appuntamento con top e flop della settimana

Tra record infranti e punteggi mai visti prima, la notizia è una sola. Il Re è tornato. Un recap agile nel nuovo appuntamento domenicale che vi accompagnerà in questa seconda parte di stagione, fino alla postseason. Corner Three, tre momenti top e altrettanti flop dagli ultimi sette giorni.

 

Top

Phoenix interrompe il digiuno Playoff

Correva l’anno 2010. L’Inter vinceva un incredibile triplete, Breaking Bad era ancora in onda e i Phoenix Suns vincevano 54 partite di regular season, qualificandosi ai playoff. Da quella stagione sono passati undici anni di mediocrità, roster assemblati in modo caotico e tanta, tanta perplessità. Ma il digiuno è finito.

Con la vittoria mercoledì notte contro i Los Angeles Clippers, i Suns hanno matematicamente conquistato un posto per la prossima postseason, interrompendo un’astinenza che durava da undici anni appunto – la seconda più lunga dell’intera NBA (primissimi i Sacramento Kings, lontani dai playoff da 14 anni). Non solo. Due giorni più tardi, forti del successo maturato ai danni degli Utah Jazz, hanno fatto loro anche il tie-break, assicurandosi in caso di stesso record con la banda di coach Snyder il primo posto nella Western Conference. L’appetito vien mangiando, insomma. Soprattutto quando ai fornelli c’è chef Chris Paul.

 

Porter Jr, Tatum e i record infranti

È stata una settimana formidabile per alcune delle giovani stelle della lega. Partiamo dal Texas.

La prestazione monstre di Kevin Porter Jr nella sfida dei suoi Houston Rockets contro i Milwaukee Bucks fa di lui il quarto giocatore più giovane di sempre a segnare 50 punti in NBA, dopo LeBron James, Brandon Jennings e Devin Booker. Il suo tabellino, 50 punti, cinque rimbalzi e undici assist, è eccezionale anche considerando il numero di assistenze smazzate ai suoi compagni: nessun giocatore prima di lui aveva mai fatto registrare gli stessi punti e gli stessi rimbalzi alla sua età. Un ottimo segnale per i Rockets e per KPJ stesso, dopo un inizio carriera non di certo incoraggiante visti alcuni episodi piuttosto turbolenti fin dai tempi dei Cleveland Cavaliers.

Spostandoci in Massachusetts invece, altro nome ed altro record. Ancora una volta è Jayson Tatum a riscrivere la storia dei Boston Celtics, con l’ennesima eccelsa prestazione. Nella notte di venerdì Tatum ha spazzato via i San Antonio Spurs con 60 punti, eguagliando la miglior prestazione in maglia biancoverde di un certo Larry Bird. Un sessantello che gli vale anche la menzione come il secondo giocatore più giovane in NBA ad aver segnato 60 punti, dietro solo, ancora una volta, a Devin Booker.

Una notte speciale, per due giocatori speciali.

 

La settimana magica dei T’Wolves

Quattro vittorie nelle ultime cinque partite. Contando anche due successi contro il migliore team della lega. Per una squadra che non inanellava due successi consecutivi da inizio stagione, gli ultimi sette giorni per i Minnesota Timberwolves sono stati notevoli.

Certo, le prospettive non cambiano e i playoff anche per quest’anno restano un miraggio. Ma le ultime uscite hanno dimostrato che il futuro a Minneapolis è più roseo di quanto potesse sembrare, e le chiavi sono due: se da una parte ormai è sempre più chiaro che i dubbi sulla prima scelta del Draft Anthony Edwards erano infondati (per lui 18.5 punti e 4.6 rimbalzi stagionali, numeri da ROY), la svolta l’ha data il rientro di un ex All-Star, con un ruolo tutto nuovo. Il ritorno in rotazione di D’Angelo Russell come sesto uomo ha dato quella scintilla che i T’Wolves tanto cercavano, un abilissimo scorer che al suo settimo anno in NBA ha forse trovato il suo ruolo. Per lui 18.6 punti di media da quando è tornato a disposizione di coach Finch, in un ruolo che per caratteristiche potrebbe davvero essere il suo.

 

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