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Corner Three #7: Top e Flop della settimana NBA

A grandi falcate verso i Playoff, appuntamento con la nostra rassegna domenicale

Irving Harden

A meno di quindici gare dalla fine della stagione regolare, le cose si fanno assai interessanti in NBA. Difficile capirci qualcosa nella tonnara che è la Western Conference, ma anche a Est i piazzamenti per i Playoff sono ancora tutti da delineare. Nel frattempo, grandi prestazioni e attesi ritorni. Un recap agile nel nuovo appuntamento domenicale che vi accompagnerà in questa seconda parte di stagione, fino alla postseason. Corner Three, tre momenti top e altrettanti flop dagli ultimi sette giorni.

 

Top

 

Paul George

Paul George è uno di quei giocatori davvero difficili da decifrare. Il suo talento è indiscutibile e il suo curriculum parla da sé. Ma poi ci si chiede, è davvero tra i migliori del gioco in questo momento o rimane un’eccelsa seconda opzione? Per potersi dare una risposta, è sufficiente fare un passo indietro alle sue ultime prestazioni.

I Los Angeles Clippers hanno recentemente dovuto fare a meno delle prestazioni della loro stella Kawhi Leonard, alle prese con un infortunio al piede. Problema? No, se hai a roster anche Paul George. L’ex Indiana Pacers e OKC sta trascinando i Clippers verso il secondo posto a Ovest grazie a una serie di partite fuori dall’ordinario. Nelle ultime otto giocate, sette delle quali vinte dai suoi, George sta viaggiando a una media di 32.9 punti, 7.3 rimbalzi e 5.4 assist. Una settimana (e non solo) davvero incoraggiante per la sponda Clippers di Los Angeles, ora a mezza partita di distanza dai Phoenix Suns e con un Leonard ormai prossimo al rientro.

Il ritorno di JJJ

Restiamo in un certo senso vicini a Paul George. Nella stessa partita in cui i Clippers superavano agevolmente i Grizzlies 117-105, ha fatto il suo debutto stagionale con la maglia di Memphis Jaren Jackson Jr. dopo un’attesa di più di otto mesi, Jaren Jackson Jr. ( ultima partita ufficiale NBA datata 3 agosto 2020). A fermarlo fu un infortunio al menisco del ginocchio sinistro, disturbo che gli impedì tra l’altro di scendere in campo per lo spareggio Playoff contro i poi vincenti Portland Trail Blazers.

Un ritorno più che positivo visti i 15 punti nei 17 minuti di utilizzo, sottoscritto poi dalla successiva prestazione: 23 punti per lui nella sfida vinta 130-128 contro gli stessi Blazers che pochi mesi prima gli avevano tolto la gioia della postseason. Dato incoraggiante per Memphis, con la speranza che il suo rientro possa aiutare la squadra a raggiungere il sesto posto a Ovest per evitare il torneo Play-in

Il tanking di OKC

Come può una squadra che non vince da tredici partite essere nel Top della settimana NBA? La menzione è doverosa perchè gli Oklahoma City Thunder non hanno alcuna intenzione di vincere partite NBA.

La stagione 2020-21 per OKC è stata fin troppo positiva per una franchigia che non aveva nessun obiettivo stagionale se non quello di sviluppare i proprio giovani talenti e cercare di raccogliere più sconfitte possibili in vista del Draft estivo.

Dopo la chiusura degli scambi NBA nel mese di marzo, il GM Sam Presti ha raggiunto la cifra record di 34 scelte  nelle prossime sei stagioni NBA, 17 al primo e 17 al secondo giro. Potenziali asset in grado di sparigliare le carte nelle future finestre di mercato della lega. E le continue sconfitte stagionale non possono che far aumentare la chance di finire tra le prime a scegliere nel prossimo Draft NBA

OKC

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