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Spike Lee da Cattelan: “I Knicks sono terribili, mi è piaciuto The Last Dance”

Intervistato da Alessandro Cattelan nell’omonimo show televisivo, il leggendario regista ha regalato il suo pensiero sulla situazione negli USA, tra basket giocato e proteste

spike lee

Non capita tutti i giorni di avere l’occasione di ascoltare una personalità come Spike Lee in una TV italiana. A “E poi c’è Cattelan”, show serale in onda su Sky, Alessandro Cattelan ha avuto la possibilità di avere il pare del leggendario regista sui diversi argomenti più di tendenza di queste ultime settimane.

Primo per ordine e importanza è stata la situazione negli USA, con le proteste scaturite dalla morte di George Floyd che ormai da diversi giorni stanno travolgendo il paese. Spike Lee ha descritto la situazione:

“Ieri è stato un grande giorno in America, ci sono state manifestazioni pacifiche in tutto il paese. Neri, bianchi, marroni, rossi, persone che sono scese in strada per ripetere ‘Black Lives Matter’. E le persone di colore non devono più essere uccise”

Su domanda del conduttore, Spike Lee ha fatto un paragone con il suo film “Do the right thing“, uscito 31 anni fa ma più attuale che mai:

“Nel mio film, l’omicidio di Radio Raheem era basato su una persona reale. Un graffittaro di nome Michael Stewart, soffocato a morte dal dipartimento dei trasporti della polizia di New York. Accadde nell’83, e il mio film è dell’89. Poi c’è stato Eric Garner, e poi George Floyd. Questa è l’America”

“Sono molto felice di aver visto manifestazioni in tutto il mondo. […] Anche se in America siamo i migliori per il razzismo, il mondo non può chiudere gli occhi di fronte al razzismo che c’è nel loro paese. Non sarei onesto se non dicessi che accade anche in Italia. Ognuno deve guardare nel proprio paese, nel proprio quartiere e combattere il razzismo”

Poi l’argomento di discussione è stata la sospensione della NBA, con una battuta sulla situazione dei Knicks:

“I Knicks sono terribili. […] Mi piace lo sport, è importante, ma solo a New York sono morte 23mila persone [per il Coronavirus, ndr]. Più di centomila in tutto il paese. Quindi, lo sport non è proprio il mio pensiero principale. Sono felice se riprenderà, ma non mi è mancato”

Infine, una battuta su “The Last Dance”, il documentario di ESPN che ha ottenuto un successo strepitoso:

“Mi è piaciuto molto. Quello è qualcosa che ha saziato la mia voglia di sport, per cinque domeniche di fila, per dieci ore in totale. Per questo non mi è mancata l’NBA”

 

 

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