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NBA, Nicolò Melli: “Non ho più giocato a Basket. Ripartire? Se ci sono le condizioni”

Nick Melli dice la sua riguardo all’emergenza COVID-19 e ipotizza le ripercussioni che ci saranno in NBA

nicolò melli pelicans

È da ormai più di un mese che la stagione regolare della NBA è ferma a causa dell’emergenza da Coronavirus. Diversi giocatori hanno raccontato come trascorrono le giornate e cosa fanno per ingannare il tempo. C’è chi passa il tempo con la famiglia, chi semplicemente si riprende da alcuni infortuni e chi invece si sta dedicando molto agli allenamenti con o senza palla per ritrovarsi preparato alla ripresa della stagione.

Fortunatamente arriva anche una testimonianza italiana. In un’intervista rilasciata ai microfoni di Sky Sport, infatti, Nicolò Melli ha spiegato com’è la situazione negli USA e in NBA. Inoltre ha raccontato come passa le giornate e quali sono i suoi pensieri per il futuro più prossimo:

“Ho cercato di darmi una routine perché dopo la prima settimana ho notato che, senza delle abitudini, mi veniva difficile fare qualsiasi cosa. Per me è consuetudine avere un programma fisso. Mi sveglio alle 7.30, faccio una colazione leggera, poi mi alleno per un paio d’ore in quella che era la vecchia camera degli ospiti di casa mia. Verso le 11 ho finito e sono a telefono con amici e parenti dall’Europa, sfruttando il fuso orario favorevole in quella parte di giornata. Pranzo con mia moglie e poi nel pomeriggio il programma è variabile: passo magari un po’ di tempo a parlare con gli amici italiani più “nottambuli”, poi faccio un secondo allenamento, privilegiando la parte di cardio, e poi la sera come tutti si sta sul divano a guardare film o serie TV”.

Per quanto riguarda gli allenamenti ha dichiarato:

“Non ho più giocato a pallacanestro. Qui a New Orleans la quarantena è più leggera rispetto a quella italiana, potrei anche uscire fuori a correre. Onestamente non mi fido molto, preferisco stare in casa. Per fortuna ho un balcone quindi, tempo permettendo, faccio qualcosa fuori. Il nostro preparatore ci dà delle linee guida e poi ognuno le adatta. Anche perché la vera incognita è capire quando torneremo a giocare. È difficile impostare un certo tipo di lavoro, se non sai quale sarà il momento in cui tornerai in campo. Sto semplicemente cercando di tenermi in forma”.

Poi si è parlato sulla ripartenza della stagione e se sono state fissate eventuali date:

“Al momento non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione perché la situazione negli Stati Uniti è in parte sotto controllo, ma resta ancora grave. Il contesto quindi non permette al momento di ritornare a giocare in sicurezza. È difficile stabilire una data per la ripartenza. Credo che prima di tutto si deve tornare a giocare soltanto se ci sono le condizioni per poterlo fare. Non forzerei più di tanto, anche perché poi rischi di ricominciare tutto da capo. Prima di tutto deve esserci una situazione generale molto più tranquilla che permetta di tornare a giocare. Inoltre credo che all’inizio, saremo costretti a farlo senza tifosi e questo va un po’ contro la filosofia dello sport. Lo sport è anche un momento di condivisione, il tifo è una parte fondamentale di quello che facciamo. Non sarà il massimo quando si riprenderà, se troveremo il modo di farlo, però sappiamo che dovremo un po’ adattarci”.

 

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