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NBA, Rajon Rondo: “I giovani Lakers si son sentiti rifiutati da LeBron James”

L’ex playmaker dei Lakers ha confessato come i giovani talenti accostati ai New Orleans Pelicans per arrivare ad Anthony Davis si siano sentiti rifiutati da LeBron James

Lakers -Rondo

La stagione dei Los Angeles Lakers è ufficialmente finita da qualche mese, ma le voci e gli aneddoti intorno alla franchigia californiana non sembrano arrestarsi. Dopo la telenovela legata alle dimissioni di Magic Johnson ed ai suoi rapporti tesi con il front office, ora si è aggiunta quella relativa ai giovani talenti dei gialloviola con LeBron James. Secondo quanto dichiarato a Bleacher Report da Rajon Rondo, diversi giovani dei Lakers si sono sentiti ‘rifiutati’ dal nativo di Akron relativamente a rumors di mercato per cercare di arrivare ad Anthony Davis.

Rondo ha di fatto confermato come diversi di loro si siano sentiti in ansia per l’alone di mistero che si era creata intorno alla squadra:

“Ogni ragazzo nel nostro team è cresciuto con LeBron James come proprio idolo. Ognuno di loro aveva le sue scarpe, la sua canotte. Erano dei suoi grandi fan. È come se stessi giocando con Michael Jordan in squadra e poi, quando sei lì, è come se mamma e papà, o qualsiasi altra persona a cui vuoi smisuratamente bene, non ti vogliono più.”

Poi sullo stato emozionale in squadra durante il periodo di mercato di febbraio:

“Morivano dall’ansia. Avevano le farfalle nello stomaco. E non sono in un’età in cui riescono ad avere una conversazione uomo vs uomo, piuttosto preferiscono messaggiare. Siamo in questa era, in cui le persone non capiscono come sia avere una conversazione reale. “

L’arrivo di Anthony Davis però fallì miseramente. Rondo, di fatto, ricorda come nella partita successiva alla chiusura della trade deadline, avesse avuto una conversazione piuttosto dura con un veterano dei Lakers:

“Tutti fummo coinvolti dalle voci di trade, persino i veterani. Ricordo una partita contro Atlanta con uno dei nostri seduto in panchina a parlare e lamentarsi di tutta quella situazione. E ricordo di avergli detto di smetterla, che il compito di noi veterani era quello di dare l’esempio ai giovani e comportarsi da professionisti. Fu abbastanza strano vedere un veterano perdere la testa a quel modo“.

Il play ha poi parlato del suo rapporto con il mercato NBA e con il fatto di essere sempre stato accostato a diverse squadre nel corso della sua carriera:

“In otto anni a Boston sono stato inserito in rumors di mercato ogni fine stagione. Dopo un po’ ci fai l’abitudine. Ti  svegli ogni mattina e non sai se sarai ancora lì o dovrai fare le valigie. Ciò che è cambiato è che a quei tempi i social media non c’erano e le cose le si apprendevano dalla TV. Oggi, i giocatori leggono su Instagram otto proposte di trade diverse in cui compare il loro nome. La psiche di un giocatore viene influenzata ed è difficile mantenere la concentrazione sulle partite.”

 

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