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NBA, gli Spurs ritirano la n.20 di Manu Ginobili

Il leggendario #20 di Ginobili campeggerà per sempre all’AT&T Center di San Antonio

In un AT&T Center tutto esaurito (non certo per la sfida, seppur molto piacevole, tra Spurs e Cavs) San Antonio ha ufficialmente ritirato il leggendario numero 20 indossato dal 2002 al 2018 da Manu Ginobili. La cerimonia, che ha visto la presenza oltre che di Tim Duncan e Tony Parker anche di Boris Diaw, Bruce Bowen e tanti, tanti altri ex Spurs, è iniziata mandando a video gli highlights della strepitosa carriera del giocatore argentino.

Manu

Ginobili ha paragonato la sua carriera ad una partita a carte:

“Vi dirò, sono stato molto fortunato. Mi sono state date delle carte fantastiche, tutto quello che ho dovuto fare è stato giocarle in maniera giusta”

“Ho dato tutto quello che avevo, in ogni singola partita”

Patty Mills

Autore della tripla che ha sigillato la vittoria contro i Cavs e veterano Spurs di vecchia data, Mills ha riconosciuto l’immensa legacy dell’argentino:

“È un giorno speciale, qualcosa che colpisce il cuore del popolo Spurs. Ha lasciato una legacy che va oltre il campo. La sua passione, la sua energia in ogni partita ha influenzato i compagni, lo staff e i tifosi di tutto il mondo. Sono onorato di essere stato suo compagno di squadra e essere suo amico”

Diaw

“Penso sia stato il primo a giocare in maniera diversa, a proporre un basket nuovo quando tutti giocavano alla stessa maniera. Manu ha portato qualcosa di nuovo, qualcosa di differente, e un sacco di giovani si sono ispirati a lui”

Duncan

“Hai visto cose prima di tutti quanti gli altri. Hai fatto cose che non ha mai fatto nessuno. Sei stato davvero incredibile”

Popovich

“All’inizio era senza paura, un selvaggio, faceva giocate che ci facevano vincere le partite. Quando provai a dirgli ‘Manu, quel passaggio poteva essere migliore’, mi resi conto che era un commento sciocco, dato che aveva fatto altre sette cose che ci avevano fatto vincere. Col tempo ho capito che lasciandogli fare ciò che desiderava in campo sarebbe stato molto più utile”

“Era piccolo, magro ma forte, senza paura, si lanciava ovunque. Veniva buttato a terra e si rialzava. La ferocia con cui giocava quando era giovane era contagiosa. Questo è il primo ricordo di Manu. Col tempo è diventato un tiratore da 3. È sempre stato un passatore fantastico. Ha sempre saputo di cosa avevamo bisogno per vincere le partite. Lo sapeva da sé perchè era in grado di ‘leggerlo’ “

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