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Risultati NBA: Curry ne segna 51, i Lakers trovano la prima vittoria

I risultati delle 11 partite della notte: cadono ancora i Rockets, mentre i Bucks e i Raptors continuano la loro marcia. Vittorie corsare per Pacers e Nets

(2-2) Brooklyn Nets 102-86 Cleveland Cavaliers (0-4)

I Nets per confermare quanto di buono fatto vedere nelle prime uscite, i Cavaliers per trovare la loro prima vittoria stagionale. Il primo quarto si chiude sul 24-17 per gli ospiti, che riescono a trovare molte volte la via del ferro in maniera decisamente troppo facile. Nel secondo periodo i Cavs si svegliano e, complice un’insolita e ritrovata garra di Tristan Thompson, si rifà sotto.
Il terzo quarto vede la svolta: Cleveland continua a tirare malissimo da 3 (era 1/8 a metà secondo quarto) e i Nets ne approfittano. Il parziale recita 38-17, Brooklyn tocca il +21 e mette di fatto fine alla contesa. Due dati per descrivere la partita:

Secondo dato: Cleveland chiuderà col 16.7% complessivo nel tiro da 3 punti. Dato bonus: i Nets mandano in doppia cifra tutto il quintetto. Continua il momento nero per la franchigia dell’Ohio, che deve ancora trovare la sua prima W post-LeBron.

(2-2) Dallas Mavericks 104-111 Atlanta Hawks (2-2)

Ad Atlanta va in scena la sfida tra due dei prospetti più interessanti dell’ultimo draft: Luka Doncic contro Trae Young. Lo sloveno e i suoi partono a tavoletta, chiudendo il primo quarto sul 42-22:

Il secondo periodo vede il tentativo di rimonta dei padroni di casa, che riescono a recuperare 10 punti ai Mavs (ne segneranno solamente 16), restando comunque sopra la doppia cifra di svantaggio. Nel terzo quarto Atlanta si trova a -7, e Trae Young infila due triple consecutive per il -1: 60-59. La partita è molto combattuta ma i Mavs riescono a trovare più facilmente la via del canestro, andando nuovamente sul +10. Gli Hawks non ci stanno e riducono lo svantaggio, ma hanno difficoltà a contenere un ispiratissimo Dennis Smith Jr. Ultimo quarto: grazie a Bazemore, Atlanta ricuce lo svantaggio e arriva sul 101 pari, con 2 minuti da giocare. Sempre il #24, dopo il 103-101, decide di chiudere la partita così:

I migliori marcatori di serata sono proprio Bazemore, con 32 punti, e Prince con 24. Per Dallas: 21 di Doncic, 23 di Wesley Matthews.

(2-3) Minnesota Timberwolves 105-112 Toronto Raptors (5-0)

I T’Wolves devono fare a meno di Andrew Wiggins, dopo la botta rimediata contro i Pacers: in quintetto parte Josh Okogie. Dall’altra parte ancora una volta titolare Pascal Siakam. Nel primo quarto l’attacco dei canadesi è interamente sulle spalle di Kawhi Leonard, che segna ben 11 punti: 26-19 alla fine del primo periodo. Il pitturato di Minnesota, nonostante la presenza di KAT, viene continuamente tempestato dalle penetrazioni dei Raptors. Dall’altra parte, due triple in fila di Derrick Rose permettono ai suoi di restare a contatto con gli avversari: il #25 continua ad essere ispiratissimo.

Nel terzo quarto continuano i problemi difensivi degli ospiti: Towns è preso continuamente in mezzo dai pick ‘n roll avversari ed è costantemente in ritardo, sia sul bloccante che sul portatore di palla. Valanciunas segna due triple di fila e manda la contesa sull’86-74. È sempre Rose a cercare di mantenere vivi i suoi, sfidando praticamente da solo la difesa canadese, riuscendo spesso e volentieri a ottenere 2 punti al ferro. A un minuto dalla fine i Timberwolves toccano il -5, ma è Kawhi Leonard che rispedisce al mittente ogni tentativo di rimonta. Per Kawhi sono 35 a fine partita, mentre dall’altra parte Minnesota va in doppia cifra con tutto il quintetto, con l’aggiunta dei 16 di Rose.

(1-4) New York Knicks 87-110 Miami Heat (2-2)

All’American Airlines Arena va in scena una sfida inizialmente molto equilibrata: nell’ultimo minuto del primo quarto però, i Knicks riescono ad allungare, chiudendo sul 27-16. Gli Heat si rifanno sotto grazie alle transizioni, guidate da un rapidissimo Tyler Johnson. Per i newyorkesi l’apporto fondamentale arriva da Enes Kanter, quasi dominante in attacco. A metà partita la sfida è molto equilibrata.
È nel terzo quarto che Miami scava il solco decisivo, trovando più volte il canestro da 3 punti: Richardson e McGruder sono mortiferi.

Miami chiude il terzo quarto sul 91-66. Lo svantaggio è troppo grande per i Knicks, che non riusciranno più a riavvicinarsi. A fine partita si rivede Chris Bosh, che scherza in panchina con l’ex compagno Dwyane Wade:

Miami manda tutto il quintetto in doppia cifra, con Whiteside che chiude a 22+14. per i Knicks poco o nulla: unica nota lieta i 20+10 dalla panchina di Damyean Dotson.

 

(2-2) Utah Jazz 100-89 Houston Rockets (1-3)

Continua il momento no dei texani, che cedono in casa contro i ragazzi di Quin Snyder. Nel primo quarto l’attacco dei Rockets si poggia sulle spalle del Barba, che segna da 3, alza per Capela o penetra lasciando dietro di sé Gobert, preso in mezzo nei pick ‘n roll. Gli ultimi minuti del primo periodo invece sono caratterizzati da un Carmelo Anthony vecchia maniera. Houston chiude sul 29-24, con Melo e Harden che segnano 19 punti complessivi.
Nonostante Capela sia una presenza minacciosa a protezione della sua area, i Rockets subiscono il ritorno dei Jazz e a metà partita sono sotto di 8 lunghezze, grazie ad un grande Donovan Mitchell:

https://twitter.com/utahjazz/status/1055262576592875520

Nel terzo quarto Utah tocca il +15, ma a guidare il tentativo di rimonta dei texani ci sono ancora Harden ed Anthony. Houston comunque non riesce mai a riacciuffare completamente i Jazz, che continuano a mantenere qualche punto di vantaggio sugli avversari e riescono a condurre in porto un’importantissima vittoria corsara. A fine partita sono 38 per Mitchell, che fa registrare il suo career high. Per i Rockets si rivede Melo, che chiude a 22 punti, mentre il miglior marcatore è Harden con 29.

(3-2) Indiana Pacers 116-96 San Antonio Spurs (2-2)

In un AT&T Center che vede molti posti vuoti, i ragazzi di McMillan riescono ad ottenere un’importante vittoria. L’attacco dei Pacers gira che è una meraviglia, riuscendo a trovare spesso e volentieri l’uomo libero dietro l’arco dopo una grande circolazione di palla. Nel secondo quarto Indiana prova l’allungo, trovando in Sabonis l’uomo decisivo, grazie ad un gioco da 3 punti e a questa roboante schiacciata:

Gli Spurs si rifanno sotto, ma la transizione di Oladipo è di una velocità disarmante per i difensori:

San Antonio inizia (e prosegue) il terzo quarto sotto sempre di 8-10 lunghezze, senza mai riuscire a riprendere davvero gli avversari. Indiana ne approfitta e all’inizio dell’ultimo periodo mette di fatto fine alla partita, toccando il +21. Altra doppia doppia in uscita dalla panchina per Domantas Sabonis (16+10), mentre dall’altra parte da segnalare i 16 di Marco Belinelli in uscita dalla panchina.

(2-1) Memphis Grizzlies 92-97 Sacramento Kings (1-3)

In California va in scena una sfida tra due delle squadre più povere di talento della Western Conference e in generale dell’intera lega. Il risultato è una sfida a basso punteggio, con nessuna delle due compagini capace di scollinare oltre i 100 punti segnati.
Memphis parte forte nel primo quarto, chiudendo sul 28-19 grazie alla tripla di Casspi:

I Grizzlies trovano spesso e volentieri la via del ferro, riuscendo a segnare ben 32 punti su 38 nel pitturato.

Nel terzo periodo, sulle spalle di De’Aaron Fox, Sacramento rimonta. Sempre Fox conduce i suoi nell’ultimo periodo e mette fine alla sfida con un grande canestro:

A fine partita saranno 21 per lui. Doppie doppie per Cauley-Stein e Bjelica. Per i Grizzlies Conley ne fa 27, Gasol fa 10+10.

(1-3) Los Angeles Lakers 131-113 Phoenix Suns (1-3)

I Lakers riescono a trovare la prima vittoria dell’epoca James, battendo fuori casa i Suns. Lonzo Ball parte in quintetto, affiancato da Kuzma, Hart, McGee e LeBron. La difesa dei Lakers sale subito di colpi, con Javalone che stoppa tutto ciò che il malcapitato di turno prova a indirizzare verso il canestro, segnando subito dopo anche una tripla. Alla fine del primo quarto il miglior marcatore dei suoi è proprio McGee.

Nel secondo periodo i Lakers corrono bene in transizione, trovando in Lance Stephenson una grande risorsa: Born Ready segna, smazza assist e strappa rimbalzi in attacco. I Lakers la vincono effettivamente in questo quarto, andando a riposo sul +22 grazie a questa giocata di LeBron:

Il terzo periodo è normale amministrazione per i californiani che riescono, senza troppi patemi d’animo, a controllare il tentativo di rimonta dei Suns. Il passaggio del #23 merita un’occhiata più da vicino:

Nell’ultimo periodo Walton svuota la panchina, permettendo a Svi Mykhailiuk di segnare la sua prima tripla in maglia gialloviola. A fine partita sono 19, conditi da 10 assist e 7 rimbalzi, per LeBron. Tutto il quintetto Lakers va in doppia cifra, a cui si aggiunge il grande apporto dalla panchina di Lance Stephenson: 23 punti, 8 assist e 8 rimbalzi. Per Phoenix degni di nota i 22+11 di Ayton.

 

(2-3) Charlotte Hornets 110-112 Chicago Bulls (1-3)

Anche i Bulls trovano la loro prima vittoria stagionale, battendo (un po’ a sorpresa) degli Hornets in ottima forma.
Chicago chiude il primo quarto sotto di 3 lunghezze, ma all’inizio del secondo periodo la schiacciata di Chandler Hutchinson, sullo scarico di Arcidiacono, dà la scossa ai suoi:

In generale la 2nd unit dei Bulls risulta decisiva, riuscendo a segnare ben 35 punti dei 54 di squadra a metà partita.
Nel terzo quarto sale in cattedra Zach LaVine, che manda al bar Hernangomez:

Nell’ultimo quarto Charlotte si rifà sotto: la tripla di Kemba Walker vale il 100-97 per gli ospiti.Sul 110 pari, con 5 secondi sul cronometro, gli Hornets hanno la possibilità di portarsi avanti. LaVine, con una grande giocata difensiva, ruba il possesso agli avversari. Subito dopo conquista due tiri liberi che risulteranno poi decisivi per il 112-110 finale. Zach chiude a quota 32 punti, mentre per gli Hornets il migliore è ancora una volta Walker, con 23 punti segnati.

(2-3) Philadelphia 76ers 108-123 Milwaukee Bucks (4-0)

Continua inarrestabile la marcia dei nuovi Bucks di coach Budenholzer. A farne le spese sono questa volta i 76ers.
Il primo quarto vede gli ospiti chiudere in vantaggio, sul 34-22, grazie ad una solida difesa che permette transizioni e ad un ispirato JJ Redick:

Nel secondo quarto la partita cambia totalmente: i Bucks aprono con un parziale di 10-2 in meno di un minuto, proseguendo poi con un altro di 19-2. A guidare la rimonta dei suoi c’è ovviamente Antetokounmpo, capace di far tremare il ferro degli avversari con schiacciate del genere:

Milwaukee va a riposo sul 71-64 grazie ad uno spaventoso secondo quarto da 49 (!!!) punti segnati. Nel terzo quarto i Bucks riescono a mantenere il vantaggio intorno alla doppia cifra, iniziando l’ultimo periodo sul 92-81, con Giannis a due soli assist di distanza dalla tripla doppia. Milwaukee riesce ad amministrare il vantaggio nell’ultimo periodo e ottiene la quarta W consecutiva. A fine partita per Antetokounmpo sono 32 punti, 18 rimbalzi e 10 assist. Ai Sixers non basta invece la quarta partita consecutiva da 30 o più punti di Embiid, che chiude a 30+19.

(1-3) Washington Wizards 122-144 Golden State Warriors (4-1)

Ad Oakland va in scena una partita dal punteggio altissimo, grazie soprattutto ad uno Stephen Curry strepitoso. La partita rimane equilibrata per i primi 8 minuti del primo quarto: con poco più di 4 minuti rimasti sul cronometro Curry decide di infiammarsi, segnando 14 punti in fila, con 3 triple totalmente fuori ritmo. La Oracle Arena è ai piedi del suo numero 30, che chiude il primo quarto con 21 punti segnati e 5/5 dalla lunga distanza.

Nel secondo periodo Golden State subisce un po’ il rientro degli Wizards, ma Curry ha ormai deciso che questa è la sua serata. Il 30 fa letteralmente ballare Satoransky, scaricando poi per KD che sigla l’80-71 con cui si chiude la prima metà di gara. Steph è a quota 31.
In una serata in cui Curry trasforma in oro tutto ciò che tocca, anche Durant brilla particolarmente:

Steph prosegue la sua serata di grazia: il gioco da 4 punti che vale il 104-88 fa esplodere l’Oracle Arena. La partita è di fatto conclusa: gli Wizards subiscono duramente il colpo, mentre Curry continua a segnare triple da fermo che non fanno altro che demoralizzare ancor di più gli avversari.

La partita giunge così alla sua conclusione: Curry, mostruoso, ne segna 51. Durant chiude a 30, più 8 rimbalzi e 7 assist.

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