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Charlotte Hornets

Charlotte Hornets Preview: uscire dal limbo della mediocrità

Sarà l’ultima stagione di Kemba Walker a Charlotte? Come può migliorare la situazione salariale? Tanti gli interrogativi, un solo must: uscire dalla mediocrità delle ultime annate

Ennesima stagione degli Charlotte Hornets alla Charlotte Hornets, anche Bobcats, visto da quanto questo trend va avanti. La squadra di Micheal Jordan non supera un primo turno ai Playoff dalla stagione 2001-02 e da quel momento si è qualificata alla post-season solamente in 3 occasioni, ricevendo 2 cappotti e perdendo una Gara 7 contro i Miami Heat due stagioni fa. Gli ultimi due piazzamenti sono stati un undicesimo e un decimo posto: posizione scomode in NBA da occupare in pianta stabile, perché non ti permettono di crescere, ne da una parte come appeal per i giocatori in free agency, ne come posizione ottima per scegliere prospetti al Draft. Nelle ultime due Lottery gli Hornets hanno scelto prima Malik Monk alla #11 e poi Miles Bridges alla #12 (avevano ancora la undici ma hanno scambiato la posizione con i LA Clippers), due buoni giocatori sicuramente, ma non due futuri All-Star che possano in qualche modo cambiare le sorti della franchigia.

Dopo l’ennesima stagione sotto le aspettative il front office della franchigia ha così deciso di cambiare, licenziando dopo 5 anni Steve Clifford e assumendo come head coach James Borrego assistente allenatore sulla panchina dei San Antonio Spurs da 3 stagioni (e primo allenatore ispanico su una panchina NBA come primo allenatore). L’arrivo del nuovo allenatore non ha portato però ad uno stravolgimento del roster, che oltre all’arrivo dei nuovi giocatori del Draft, ha visto solamente la dipartita di Dwight Howard e l’arrivo sempre dagli speroni di Tony Parker. Inoltre la situazione salariale non è delle migliori: ci sono diversi giocatori con contratti pesanti che ormai non rispecchiano più il loro effettivo valore sul campo, e tutto questo in vista dell’ultimo anno di Kemba Walker, che sembra essere sempre più lontano dal North Carolina.

 

Punti forti

Lo è da diverse stagioni, ma visto il contract year, Kemba Walker potrebbe giocare una stagione al di sopra di ogni aspettativa. Il prodotto di U-Conn è da tre stagioni abbondantemente sopra i 20 punti di media e da due si merita una convocazione all’All-Star Game. Dopo la partenza di un giocatore ingombrante come Superman, la squadra è completamente nelle sue mani e l’essere affiancato da un giocatore di esperienza e vincente come Tony Parker potrebbe aiutarlo a fare uno step in avanti in quanto a mentalità e leadership sul campo.

In attacco gli Charlotte Hornets non giocano male, anzi, sono tra i primi dieci attacchi della lega con 108.2 punti a partita. Anche il Pace è tra i migliori, con Walker a portare la transizione la squadra è all’ottavo posto con 98.4 possessi per 48 minuti e seconda nella lega per punti per possesso (con Tony Parker in campo è possibile che questo dato possa leggermente scendere). Nicolas Batum, seppur dopo una stagione dal rendimento inferiore rispetto alle prime due in Carolina del Nord, è un playmaker aggiunto che può fungere da facilitatore in diverse posizioni, sia giocando sul pick-and-roll o anche in situazioni spalle a canestro.

Batum ha la visione di un playmaker e viste le sue dimensioni può sfruttare questa sua dote in diverse situazioni

Con Borrego è possibile che la squadra faccia maggiore utilizzo del tiro da tre punti (decimi per percentuale, ma solamente ventunesimi per tiri da oltre l’arco tentati), che è stato una forte discriminante tra vittorie e sconfitte nella scorsa stagione, 42% in caso di W e 32% nelle 46 partite perse. In questa direzione, sarà fondamentale l’apporto di Miles Bridges, 17 punti di media e 38% da tre punti a Michigan State, rookie con maggiore esperienza, dopo due anni da leader al college, rispetto a tanti altri suoi compagni del Draft (ottime le prime due uscite in pre-season contro i Boston Celtics), e di Malik Monk.

Per Bridges mezzi atletici e personalità non sono mai stati un problema

Il prodotto di Kentucky, dopo una stagione da stella assoluta al college, ha vissuto un anno di assestamento al piano superiore, in cui inizialmente ha pagato, e non poco, il cambio di gioco e di fisicità. Negli ultimi mesi sono però venute fuori le sue qualità, sopratutto nelle ultime partite in cui Monk ha chiuso con 20.4 punti di media, 4 assist e il 41% da tre punti. È ovvio che non sono questi i numeri che il giocatore può mantenere per tutto l’arco della stagione, ma è altrettanto vero che il talento atletico e balistico è tutto li da vedere e in questa stagione James Borrego darà molto più spazio al nativo dell’Arkansas, che dovrà essere bravo a saper trovare continuità di prestazioni e non vivere solo di sprazzi come nella passata stagione.

Un’altra arma importante nell’attacco di Charlotte è il pick-and-roll con cui i portatori di palla come Walker, Batum e Lamb sono molto abili a trovare punti sia in penetrazione che in palleggio arresto e tiro: nella scorsa stagione la squadra è stata la quinta nella lega per frequenza e la quarta per efficienza (0.91 punti per possesso), grazie sopratutto anche alla qualità dei blocchi di Dwight Howard. Da verificare se con i lunghi ora a disposizione di James Borrego, questa soluzione offensiva potrà essere altrettanto efficace.

 

Punti deboli

Le statistiche della squadra non sono così pessime da far presagire una stagione da 46 sconfitte, e allora cosa succede agli Charlotte Hornets? La squadra della Carolina del Nord si perde molto spesso nei finali: nelle 41 partite giocate punto a punto Kemba Walker e compagni ne hanno portate a casa solamente 16, tirando con la penultima percentuale dal campo della lega 36%, (davanti agli inarrivabili Memphis Grizzlies, 31%) e concedendo invece agli avversari il 44%. Negli ultimi minuti di gioco il Pace della squadra sale al primo posto della lega (105.5), con gli Hornets che prendono di conseguenza spesso scelte affrettate, in un momento della partita in cui serve limitare gli errori al minimo.  Una situazione, che coach Borrego, vista anche la sua esperienza con Gregg Popovich, che ha un playbook immenso con chiamate per ogni situazione, proverà a migliorare per dare maggiore imprevedibilità alla sua squadra nei momenti decisivi delle partite.

Sotto canestro, il reparto lunghi di Charlotte potrebbe non essere del livello di altre contendenti per un posto nei Playoff. A sostituire Howard è arrivato Bismack Biyombo e il suo super contratto; insieme a lui ci sono Cody Zeller e Willy Hernangomez, sicuramente due buoni giocatori di rotazione, ma che difficilmente possono essere paragonati ad altri pari ruolo che partono in quintetto per altre franchigie (in tre non arrivano a 20 punti di media combinati nell’ultima stagione). È vero che nell’epoca dello small ball il ruolo del lungo tradizionale ha perso un po’ di importanza, ma anche gli stretch four a disposizione degli Hornets, Frank Kaminsky e Marvin Williams, sono di medio livello, con quest’ultimo che è ormai nella fase calante della sua carriera. La difficoltà potrebbe essere anche difensiva, in quanto tutti i giocatori sopracitati sono facilmente attaccabili lontano da canestro, anche dai pari ruolo moderni.

Biyombo dentro il pitturato, in aiuto è questo tipo di giocatore, ma la sua efficienza cala notevolmente se portato lontano dal canestro

La difesa ha riscontrato diverse falle nelle ultime stagioni, passando in due anni da nona a diciannovesima per punti subiti e da ottava a sedicesima per Defensive Rating. Gli Charlotte Hornets concedono il 47% dal campo agli avversari, risultando una difesa molto “pigra”, posizionandosi nei bassi fondi della lega per tiri contestati e per loose ball recovered. Da questo punto di vista la squadra potrebbe fare molto veglio visto anche l’atletismo a disposizione sopratutto sugli esterni con Jeremy Lamb, Miles Bridges, Michael Kidd-Gilchrist e Nicolas Batum che nella sua carriera è sempre stato considerato un ottimo difensore.

La situazione salariale è sicuramente una questione spinosa all’interno della valutazione sulla franchigia: gli Hornets hanno infatti potenzialmente impegnati per la prossima stagione $102 milioni, escludendo a questo il possibile rinnovo di Kemba Walker. Sul monte ingaggi della squadra pesano oltre modo i $75 milioni che Nicolas Batum percepirà da questa stagione fino a giugno 2021 (ultimo anno player option da $27M), i $34 milioni fino a fine 2020 di Biyombo (player option sull’ultimo anno), i $43 milioni totalmente garantiti di Cody Zeller fino alla fine della stagione 2020-21. Al di là dei vari discorsi sulla luxury tax, non è da escludere che la franchigia non decida di muoversi sul mercato su scaricare qualcuno di questi contratti pesanti pluriennali e acquisire in cambio giocatori in scadenza che le permetterebbero di agire con maggiore flessibilità sul mercato nelle prossime stagioni, sopratutto perché i rumors che vedono Kemba Walker lontano da Charlotte sono diversi e ritrovarsi con il salary cap intasato e senza la propria stella, sarebbe un problema insormontabile per la squadra.

 

Scenario migliore

Kemba Walker fa la sua miglior stagione in carriera, migliorando anche nella gestione dei possessi finali, Tony Parker si dimostra ancora efficace in uscita dalla panchina gestendo al meglio i ritmi dell’attacco con la second unit. Malik Monk mostra il talento fatto vedere in NCAA e gioca una stagione sopra i 12 punti di media, come anche Miles Bridges e l’ex U-Conn Jeremy Lamb (contract year anche per lui). Sotto canestro gli Hornets soffrono un po’, ma difensivamente Zeller e Biyombo si dimostrano due buoni giocatori, lasciando che in attacco il loro compito sia marginale. Inoltre Mitch Kupchak riesce a scambiare un paio di pedine liberando spazio salariale senza intaccare il valore della squadra. Le prime 4/5 posizioni, nonostante una Eastern Conference meno competitiva, sono un’utopia, però Charlotte è li che compete per un posto ai Playoff. In estate poi le mosse fatte durante la stagione convincono a Kemba Walker a riformare con Charlotte, squadra che è in grado di offrirgli il contratto più remunerativo.

Scenario peggiore

Kemba Walker ormai è una certezza, ma gli altri non rendono come sperato: le cifre di Batum continuano a scendere, il connazionale Tony Parker non da quell’apporto che Borrego sperava e gli Hornets sono costretti a velocizzare l’inserimento di Devonte’ Graham rischiando di bruciarlo. Malik Monk va a fiammate come nella scorsa stagione e Miles Bridges fa fatica a trovare un suo ruolo al piano di sopra, non confermando quanto di buono fatto vedere in pre-season. James Borrego paga anche lo scotto della prima stagione come capo allenatore e perde un po’ le redini della squadra. Le ambizioni di Playoff spariscono già a metà stagione, con la seconda parte della regular season, che come nelle ultime due stagioni, diventa un laboratorio. A fine stagione poi Kemba Walker, nonostante i tentativi del front office di intavolare una trattativa per il rinnovo, decide di cambiare aria dopo 7 stagione nel North Carolina.

Previsione

La stagione degli Charlotte Hornets è probabilmente appesa a parecchi interrogativi, che vanno dall’impatto di diversi giocatori che avranno un ruolo diverso dall’anno scorso, al nuovo allenatore, e per finire, ad roster che potrebbe cambiare in corso d’opera a causa della già citata esigenza di liberare spazio salariale. Onestamente anche nelle più rosee aspettative sarebbe comunque una vittoria acciuffare uno degli ultimi posti ai Playoff e la speranza della squadra di Micheal Jordan è quella di lottare probabilmente per l’ultimo posto disponibile come altre 3/4 franchigie.

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