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Mercato NBA 2018

NBA, John Wall è soddisfatto delle mosse dei suoi Wizards

In una lunga intervista ad un podcast radiofonico, Wall ha parlato della ritrovata profondità del roster degli Wizards e degli obiettivi per la prossima stagione

È stata un’estate movimentata per i Washington Wizards. Nella Capitale sono giunti Dwight Howard, da free agent, Austin Rivers, tramite lo scambio che ha visto Marcin Gortat fare il percorso inverso e l’ex Cavaliers Jeff Green.

Un roster maggiormente profondo rispetto all’ultima stagione, conclusasi al primo turno dei Playoff contro i Toronto Raptors. Ultima stagione che ha visto la lunga assenza del leader tecnico della squadra, John Wall, operatosi al ginocchio nel mese di gennaio, rientrato solo 7 partite prima dell’inizio della serie contro i canadesi.

Proprio Wall, intervistato da Wizards Tipoff, un podcast sulla franchigia, ha parlato del potenziale della sua squadra vista la rinnovata profondità del roster:

“È un’ottima opportunità che gli starters non dovranno giocare tanti minuti come nell’ultima stagione. È questa la chiave. Alla fine dell’anno arrivi affaticato, senza energie, ma nessuno la usa come scusa perché cerchiamo di essere sempre nella miglior forma possibile. Ma quando giochi 24 minuti nella prima metà e 24 in quella dopo, ad un certo punto sei inevitabilmente stanco.”

Su Howard:

“Credo voglia ricreare la sua carriera. Con la partenza di Gortat avevamo bisogno di uno come lui. Abbiamo parlato, mi ha detto cosa voleva, ed è ciò che vuole anche la squadra. Anche se ora ha qualche anno in più, è ancora un lungo atletico e gode di rispetto nella lega. Stoppa tiri, prende molti rimbalzi, se non chiudono su di lui è un layup automatico. Ci aiuterà molto.”

Su Rivers:

“È uno che tira molto e quando inizia a prendere ritmo, non si ferma più. Credo ci possa dare quello che ci è sempre mancato in uscita dalla panchina.”

Infine, Wall ha parlato anche della nuova Eastern Conference dopo la partenza di LeBron:

“Ha fatto ciò che ha promesso alla città di Cleveland. Ora, credo che la sua scelta sia stata più legata alla sua famiglia. Boston è una squadra ostica. Philly, Milwaukee, Toronto, ci sono tutte. Anche Indiana. La sensazione è che ognuna di queste squadre può centrare la prima posizione se gioca nel migliore dei modi.”

 

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