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Boston Celtics

Kyrie Irving e Gordon Hayward si coccolano Jayson Tatum

Il rookie da Duke ha sorpreso tutti per come si è subito reso protagonista nella squadra. Ora,visti gli infortuni, dovrà prendersi ancora più responsabilità

Probabilmente senza l’infortunio di Gordon Hayward sarebbero stati degli altri Celtics, migliori o peggiori questo non è dato saperlo, sicuramente diversi, con le responsabilità divise in maniera differente. Con l’ex Utah sano forse sarebbe stato un Jayson Tatum diverso, quello descritto in pre stagione da Danny Ainge, con non troppe responsabilità per permettergli di crescere al giusto ritmo e imparare da un giocatore come Hayward che ha dovuto guadagnarsi ogni cosa con il duro lavoro, migliorando ogni anno da quando è entrato nella lega. Invece lo sfortunato incidente all’esordio, che ha messo KO probabilmente per tutta la stagione (esiste qualche rumors per un incredibile ritorno per i playoff) il prodotto di Butler, ha sconvolto completamente i piani dei Boston Celtics, costretti a “buttare nella mischia” fin da subito la loro terza scelta al draft.

Probabilmente neanche loro si sarebbero aspettati questo impatto del loro Rookie, che sta giocando con la maturità e la freddezza di un veterano, senza forzare e segnando tutti i canestri importanti che gli vengono messi in mano (oltre il 60% nelle conclusioni negli ultimi 5 minuti delle partite dove lo scarto è inferiore ai 5 punti).

Questo inizio di stagione non è sfuggito neanche a Hayward, che da qualche settimana è riapparso in fondo alla panchina per seguire le partite dei propri compagni:

“Sta tirando in maniera incredibile, ormai si è sorpresi quando sbaglia. La cosa più difficile per un rookie è essere regolari, sarà interessante vedere se riuscirà a continuare così per tutta la stagione. E’ uno dei giocatori più completi arrivati nella lega negli ultimi anni. Non penso ci siano debolezze nel suo gioco: sa giocare in post, sa uscire dai blocchi, sa giocare il pick n’ roll o giocare 1vs1, oltre che difendere alla grande. Sono davvero impressionato”.

Tutte queste caratteristiche gli permettono di poter giocare praticamente tre ruoli, dando la possibilità a Brad Stevens di mettere in campo quintetti molto versatili e a Jayson Tatum di giocare più di 30 minuti a partita in cui mette a segno 14 punti con quasi 6 rimbalzi.

Anche Kyrie Irving ha speso ottime parole per il proprio compagno definendolo “Clutch”:

“E’ qualcosa che qualcuno ha e altri non hanno. Sta dimostrando di poter stare in campo con i grandi negli ultimi minuti e so di potergli passare la palla quando conta perché per ora ha sempre segnato”

Da segnalare anche che tra i due si è creata un’ottima chimica, dovuta anche alla provenienza dallo stesso college che lega molto i giocatori anche di annate differenti, e questo non può che aiutare lo sviluppo del prodotto di Duke.

Ora con gli infortuni che terranno fuori Irving e Morris per qualche partita a Jayson Tatum verrà probabilmente chiesto uno step ulteriore, e cioè aumentare il proprio volume di conclusioni per sopperire alle assenze dei compagni e la curiosità sarà quella di vedere se riuscirà ancora una volta ad inalzare il proprio gioco e mantenere queste percentuali realizzative.

Commento

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  1. Giorgio

    13/12/2017 14:39

    Jayson ha iniziato la sua prima stagione Nba in un modo straordinario, dietro forse al solo Simmons, tra I rookie, anche se il “piccolo Lebron di Phila” non e’ tecnicamente un rookie al 100 per 100, essendo al suo secondo anno nella lega…
    Ed ora Tatum sta per provare a fare un ulteriore step forward, cercando di aumentare, per necessita’ della squadra, il suo volume di scoring, avendo gia’ stupito tutti per efficienza e solidita’. Forse pero’, in queste partite difficili che seguiranno, senza Irving e Morris, e’ piu’ probabile che siano Smart, Rozier, Horford e soprattutto Jaylen Brown a doversi assumere piu’ responsabilita’ nella creazione del gioco offensivo, lasciando al super rookie il ruolo di anello forte della catena, in grado di materializzare le opportunita’, anziche’ di crearle.

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