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Rockets, il GM Morey parla della questione MVP

Dopo un mese, il general manager degli Houston Rockets Daryl Morey ha detto la sua sulla scelta dell’MVP e ha dichiarato che sarebbe corretto abolire i premi individuali

Daryl Morey

Nominare l’MVP della stagione non è una questione semplice, specialmente in stagioni che, come questa, vedono tante stelle da record.

Il general manager degli Houston Rockets Daryl Morey, ancora infastidito dalla vittoria dell’uomo-tripla-doppia Russell Westbrook, ha addirittura dichiarato di volere l’abolizione del titolo di MVP e dei vari premi della lega.

Tutti quelli che vengono scelti dai giocatori, dagli esecutivi o dai media hanno i loro punti di forza e le loro debolezze. Onestamente non penso ci sia un buon procedimento dietro. Si potrebbe discutere per eliminare del tutto i premi. Io veramente non trovo un altro buon modo per farlo che non crei maggiori problemi. Mi piacciono le risposte semplici. Se non si troveranno dei (nuovi) criteri e se ci saranno ancora questioni riguardo a come è strutturato, per me sarebbe meglio che non ci sia proprio.

– ha dichiarato Morey a Ben Golliver di The Crossover.

Il successo raggiunto da Westbrook è dovuto alle sue 42 triple-doppie in una sola stagione e non all’andamento complessivo dei suoi Thunder. Oklahoma City, infatti, ha ottenuto 47 vittorie in stagione e il numero 0 è diventato il primo MVP dal 1982 a ottenere il premio con meno di 50 partite vinte.

La stella dei Rockets James Harden, invece, nonostante le sue medie fossero di poco inferiori a quelle di Westbrook, ha guidato il suo team a 55 vittorie in stagione regolare e ha ottenuto 47 voti in meno del suo ex compagno e “rivale”.

Pensavamo che fosse James l’MVP ma c’era un gruppo di buoni e meritevoli candidati.– ha continuato lo stesso Morey- Non mi è piaciuto come quest’anno sia stato adottato un criterio diverso per l’MVP rispetto agli ultimi 55 anni, per una questione di marketing.

Come ha sottolineato nuovamente Morey, anche Harden stesso non era d’accordo con l’assegnazione del premio, ma in vista delle prossime stagioni non si preoccupa più dei premi individuali. Adesso che Chris Paul ha raggiunto Il Barba a Houston, infatti, è difficile immaginare che i Rockets scendano di livello nella stagione 2017-18.

 

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