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NBA, Durant segna 45 punti, ma Phoenix cede il passo in casa ai Boston Celtics

Un KD extralusso non basta ai Suns. Frank Vogel lo sa, ma il confronto con i Celtics ha regalato diversi spunti

kevin durant

È un Frank Vogel comprensibilmente deluso quello che si presenta in conferenza stampa al termine della sfida interna contro i Celtics. Stanti le assenze, di Booker da un lato e Porzingis dall’altro, il match ha restituito al coach una certezza: Kevin Durant. Al di là dei 45 punti a referto, season high e miglior prestazione per un avversario dei biancoverdi in stagione, ciò che ha stupito Vogel è stata l’encomiabile applicazione in difesa da parte di KD nell’accoppiamento con Tatum (11-28 al tiro in serata). Le critiche eventuali vengono respinte con fermezza al mittente:

Sapete quanto è complicato fare ciò che ha fatto e marcare un candidato MVP?”

 

Meno accomodante invece il giudizio sulla performance di squadra. Prosegue Vogel:

“Abbiamo dato battaglia, penso. Sono orgoglioso di come abbiamo lottato. Non mi sono piaciuti il rendimento a rimbalzo e tutte le palle vaganti che non abbiamo preso a inizio partita. Dobbiamo giocare con più urgenza di fronte alla squadra con il miglior record NBA.” 

 

E Durant fa autocritica, nonostante i 45 punti

Il confronto con i migliori fa emergere tanti aspetti, specie per un giocatore analitico come Kevin Durant:

“Ultimamente sto cercando il passaggio verso l’interno quando mi trovo già nelle mie mattonelle di tiro, a volte devi semplicemente tirare e basta. Ho perso un paio di palloni in situazioni di transizione, avrei dovuto rallentare un attimo per dar tempo ai compagni . Ho cercato di essere aggressivo a prescindere da tutto, ci ho giocato sopra. Siamo stati vicini in più occasioni ma uscendo da ogni timeout hanno piazzato la giocata che serviva. Complimenti a loro.”

L’arco dei tre punti ha rappresentato, una volta di più, la linea di demarcazione. Durant ne è ben consapevole:

Stasera ne hanno tentate 39, dalle 40-50 a sera e presidiano bene il perimetro sui tiri da tre. Hanno una strategia solida. Anche se cominciano male una partita, sai che prima o poi torneranno in ritmo. Credo sia successo anche oggi. Da parte nostra forse ce ne stavano 10-11 di più, ma non ragiono per numeri. Tutti mettono enfasi sulle triple, ogni squadra, ma poi non è così semplice [costruire opportunità di tiro].”

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