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NBA 2022-2023, Season Preview: i sottili equilibri dell’Atlantic Division

La stagione NBA 2022-2023 si avvicina! Inauguriamo le nostre abituali preview partendo dall’Atlantic Division. Celtics e Nets ripartono dal medesimo record firmato lo scorso anno: la finalista dell’Est passerà ancora da questo duello?

Atlantic Division

Brooklyn Nets

Al via della stagione 2022-2023 restano ancora tantissime domande senza risposta per i Brooklyn Nets. Da squadra favorita al titolo all’inizio della scorsa regular season, i Nets hanno dovuto fare i conti con un sonoro 4-0 al primo turno di Playoff.

Partiamo dal presupposto che potenzialmente, ancora una volta, sulla carta la squadra è attrezzata per vincere l’anello. Il problema è che il roster è tenuto insieme da un equilibrio pronto a rompersi da un momento all’altro. Siamo di fronte alla squadra di basket di Schrödinger, e non avremo idea di cosa sarà davvero almeno finché non verrà aperta la scatola.

La saga di Kevin Durant questa estate ha assunto contorni drammatici e a tratti grotteschi. Dopo aver firmato per un’estensione di quattro anni a 198 milioni di dollari ad agosto 2021, lo scorso giugno ha chiesto di essere scambiato, per poi dichiarare di rimanere a condizione che Steve Nash e Sean Marks venissero licenziati, e infine fare pace con tutti e rimanere. Allo stato attuale, è comunque uno dei giocatori più forti della lega, e i successi dei Nets dipenderanno in buona parte da lui. Ma se Durant dovesse mostrare anche il minimo segno di malessere, o di frustrazione, potrebbe aprire un nuovo capitolo in questa storia di amore-odio con la sua stessa franchigia e minacciare (ancora) di andarsene.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco nella offseason dei Nets ci ha pensato Kyrie Irving. Dopo aver ripetutamente rifiutato il vaccino, lo scorso anno è stato a disposizione per solo 29 partite. Ma la situazione ha rischiato di precipitare ulteriormente quando, dopo l’uscita al primo turno di Playoff, Irving ha lanciato segnali contrastanti in fase di trattativa. Prima si è cercata la strada per una sign and trade, poi il giocatore ha scelto la player option da circa 37 milioni di dollari.

Amici come prima? Tutt’altro. Da quel momento è iniziata la telenovela nella telenovela, con Irving che si è schierato dalla parte di Durant nel chiedere le teste di Nash e di Marks, e successivamente chiedere di disputare al massimo 60 partite in regular season senza contare i back-to-back. Sean Marks ha fatto muro e ha dichiarato di volere giocatori disponibili e impegnati, e il tutto si è concluso con un nulla di fatto: Irving è in scadenza alla fine della stagione 2022-2023, e forse nessun altro giocatore nel roster dei Nets ha tanto da dimostrare quanto lui.

La trade richiesta da James Harden lo scorso febbraio ha poi portato in dote Ben Simmons, che rappresenta però un altro grattacapo per Nash. Primo perché non gioca una partita dal 20 giugno 2021. Secondo, perché la sua posizione in campo resta un problema irrisolto. Se è vero che le sue doti da playmaker sono indiscusse, è anche vero che non è mai riuscito a costruirsi un jumper affidabile. Nash dovrà allora essere bravo a sfruttare l’enorme versatilità di Simmons e posizionarlo a seconda di quello che richiede il campo e il momento della partita, che sia da playmaker o addirittura da centro.

Ma oltre ai Big Three c’è anche altro. Nonostante tutti i citati rumors di mercato, Sean Marks è stato in grado di mettere a segno qualche colpo di mercato che potrebbe rivelarsi fruttuoso, a partire da quello per T.J. Warren. L’ex Pacers viene da un lungo stop per infortunio al piede e potrebbe non essere più il giocatore da quasi 20 punti di media che abbiamo visto in Indiana. Ma il prezzo che i Nets hanno dovuto pagare per lui (1,8 milioni di dollari per un accordo di un anno) è decisamente esiguo se paragonato al potenziale apporto di Warren.

C’è poi stata la firma di Royce O’Neale, che sebbene non sia un giocatore di primissima fascia può portare pericolosità da dietro l’arco, e sopperire così alla partenza di Bruce Brown. O’Neale ha infatti tirato con oltre il 38% da tre punti in carriera e può essere l’asso nella manica in partenza dalla panchina. Infine, è arrivata la firma di Markieff Morris, sulla base di un accordo annuale. Campione NBA nel 2020 con i Lakers, Morris porta esperienza e carattere sotto canestro, oltre che tiro dall’arco.

Insomma, se guardiamo al complesso possiamo dire che i Brooklyn Nets sembrano essere migliorati rispetto allo scorso anno. L’aggiunta dei sopracitati nuovi arrivi va a completare un roster di supporto di tutto rispetto che comprende, tra gli altri, Seth Curry, Joe Harris e Patty Mills.

Tutto dipenderà dalla capacità delle tre Superstar di tenere i nervi saldi e fare gruppo per evitare che l’equilibrio si spezzi. In questo, il lavoro di Steve Nash sarà fondamentale, e quest’anno potrà contare sull’arrivo di Igor Kokoskov come assistant coach: l’esperienza accumulata nella vittoria di un Titolo NBA con i Pistons nel 2004 ed Eurobasket 2017 alla guida della Slovenia tornerà sicuramente utile.

Se dunque i Nets saranno capaci di trovare la quadra e rimanere uniti, saranno a tutti gli effetti una contender: avranno la possibilità di arrivare alle Finals e di giocarsi il Titolo NBA. Ma, se l’equilibrio dovesse scogliersi come neve al sole, allora non pensiamo potranno andare oltre a un settimo posto in regular season e giocarsi i Playoff con il torneo Play-In.

 

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