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NBA, ammorbidito il protocollo anti-Covid per i giocatori vaccinati

Le ferree regole che hanno caratterizzato la normativa sanitaria NBA sino ad ora hanno incontrato un significativo affievolimento a vantaggio di chiunque sia stato vaccinato

Nonostante non sia ancora stato promulgato alcunché che obblighi tassativamente i giocatori NBA a vaccinarsi, tutti gli atleti ed i membri delle franchigie che abbiano portato a conclusione l’iter vaccinale godranno di una significativa attenuazione del protocollo anti-Covid.

Gli individui vaccinati verranno sottoposti a tampone meno frequentemente rispetto agli altri, così come non dovranno essere costretti ad osservare un periodo di quarantena in caso di contatto con soggetto positivo. Per tale ragione, essi non saranno nemmeno vittime di restrizioni per quanto riguarda le attività da svolgere con il resto della squadra. I non vaccinati invece dovranno rimanere all’interno della propria abitazione per 7 giorni e successivamente indossare una mascherina al centro d’allenamento.

Qualora tutti i giocatori di una franchigia fossero vaccinati, in occasione della permanenza nella città di riferimento o di partite in trasferta, essi potranno recarsi al di fuori delle proprie abitazioni e frequentare luoghi pubblici di aggregazione.

In conclusione, ogni lavoratore dell’immensa macchina NBA dovrà essere esaminato in relazione alla propria vigoria anti-virale nel corso della pre-stagione, in modo tale da identificare chiunque abbia una risposta immunitaria limitata o destinata a decrescere.

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