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Regole del Basket: le differenze tra FIBA e NBA

La nostra analisi accurata sulle regole del basket e le principali differenze tra mondo NBA e mondo FIBA

regole basket

Conoscete le regole del basket? Quante volte avete sentito dire che la pallacanestro è una sola e non esistono differenze reali tra NBA Basketball e FIBA Basketball? Tantissime, questo è certo. E l’affermazione è quasi totalmente vera. Ciò che contribuisce a creare che vi sia reale separazioni tra il basket al di là dell’Atlantico e quello del resto del mondo (capitanato chiaramente dall’Europa) è proprio il regolamento che, grazie ad alcuni cambiamenti di sfumature interpretative cambia in maniera piuttosto rilevante le tempistiche e le modalità di gioco.

Questo spiega, in grossissima parte, come mai gli Stati Uniti, pur disponendo praticamente sempre della nazionale più forte, non siano sempre riusciti a imporsi nell’ambito di competizioni giocate con regole FIBA come le Olimpiadi e i Mondiali. In questo articolo, dunque, cercheremo di esplorare e sviscerare proprio le divergenze tra i due regolamenti, approfittandone anche per ricapitolare alcune regole in comune.

 

Differenze regole basket FIBA e NBA: il tempo

Il tempo è un elemento fondante della pallacanestro. Un fattore al contempo certo ed incerto. Certo perché ogni quarto ha una durata prestabilito, incerto perché ogni interruzione dovuta a un fischio arbitrale (che sia un fallo o una semplice palla che esce dal campo) blocca il cronometro: la durata cumulativa di una partita può, dunque, sempre variare ma il tempo effettivo di gioco sarà sempre il medesimo: 48 minuti in NBA, 40 in area FIBA. Questi minuti effettivi vengono suddivisi in (almeno) 4 quarti , ciascuno dei quali dura 12 minuti effettivi in NBA, 10 minuti in area FIBA. Fino all’alba del nuovo millennio in area FIBA le partite venivano suddivise in 2 metà da 20 minuti ciascuna: la regola è cambiata per uniformare il gioco.

Se vi siete chiesti perché, talvolta, nelle amichevoli di pre-stagione NBA (che si giocano con le regole della lega americana) una squadra NBA e una FIBA si danno reale battaglia per 40 minuti e dopo il 40esimo le squadre FIBA cedono di schianto avete una risposta.

Teniamo in considerazione ora altri due fattori: i cronometri nel basket si muovono a ritroso, da 10’ a 0. Il cronometro comincia a scorrere nel momento in cui un giocatore ha toccato la palla: non basta che la palla sia in campo per far scorrere il tempo, deve necessariamente intervenire un tocco. La fine di ogni quarto è salutata da una sirena che sancisce inesorabilmente lo stop delle attività valide nel campo da gioco.

Ciascuna azione nel basket può durare al massimo 24 secondi, pena una palla persa. In Area FIBA, in precedenza, ogni azione poteva durare al massimo 30 secondi: anche questo cambiamento è stato introdotto per uniformare il gioco. Il cronometro riparte da 24 ogni volta che vi è un cambio di possesso: dopo ogni canestro subito, è obbligatorio ripartire con una rimessa dal fondo, ogni volta che viene persa una palla sulle linee laterali o di fondo la rimessa sarà effettuata dal medesimo punto in cui la palla è uscita. A quel punto, i giocatori hanno 8 secondi di tempo per uscire dalla propria metà campo. Inoltre, le altre restrizioni temporali uniformi nella pallacanestro sono: i 5 secondi per effettuare una rimessa prima di perdere il possesso della palla consegnando la medesima rimessa alla squadra avversaria e l’infrazione di 3 secondi commessa da un giocatore che sosti, in attacco, all’interno dell’area pitturata del tiro libero (di cui parleremo dopo).

Altre violazioni temporali non uniformi tra NBA  e FIBA sono:

– i 3 secondi difensivi, fischiati solo in NBA con le medesime dinamiche di quelli offensivi

– i 5 secondi per tirare un tiro libero in Area FIBA che in NBA diventano 10

– l’infrazione di 5 secondi commessa da un giocatore che non palleggi o passi la palla entro tale lasso di tempo in Area FIBA (in NBA questa regola non esiste)

Il tempo, però, può essere anche manipolato direttamente dai coach delle due squadre: in Area FIBA ciascun allenatore può chiedere fino a 3 time out durante i primi 3 quarti del match e solo due time out nel corso del quarto periodo. In NBA i time out disponibili sono, invece, 14 (sette per squadra). Precedentemente nella National Basketball Association le interruzioni a disposizione dei coach erano 18, suddivisi in time out da 90” (full time out) e time out da 30” (dalla durata effettiva di un minuto): tale distinzione è caduta con la riforma del 2017.

Cosa succede se i quattro quarti si chiudono con la perfetta parità? Overtime chiaramente. Si gioca un numero variabile di tempi supplementari da 5 minuti (numero fisso per FIBA e NBA) finchè la partità non viene definitivamente rotta.

 

Regole basket: altezza canestro e misure del campo da basket

Avete mai sentito dire che i campi sono più larghi in NBA? Non è solo questione di spaziature, è proprio vero dal punto di vista delle misure. I un campo da basket sono standardizzati su certe misure, che però variano tra NBA e FIBA: secondo le regole di quest’ultima lunghezza è di 28 metri, mentre la larghezza di 15 metri. In un campo NBA il tutto si allunga e allarga di due metri circa: le misure NBA sono generalmente fissate su 30 metri di lunghezza e 17 di larghezza. A delimitare questo spazio ci sono le due linee laterali e le due linee di fondo. Le misure del canestro di basket, invece, sono sempre le stesse: 45 centimetri di diametro, 3,05 metri di altezza da terra mentre i tabelloni ai quali sono fissati misurano 180 x 120 centimetri. I canestri sono posti alle due estremità del campo, diviso da una linea centrale (la linea di metà campo) al centro della quale viene tracciato un cerchio: proprio questo cerchio è la sede deputata a ospitare la palla a due di inizio gara. La metà campo è uno spazio fondamentale della pallacanestro perché:

-delimita il perimetro per la sopra citata infrazione di 8 secondi

-è uno spazio in cui non si può ritornare dopo aver superato la metà campo, pena una palla persa

-in NBA è possibile effettuare una rimessa nella propria metà campo anche partendo da situazioni di rimessa in attacco, nel corso degli ultimi 30 secondi del quarto quarto.

Piccolo excursus: nella pallacanestro NBA due cerchi simili al cerchio di metà campo vengono tracciati anche all’altezza dei tiri liberi (4,225 metri dai due canestri): questo perché in NBA è possibile alzare una palla a due nelle situazioni di palla contesa. In Europa, invece, vige la regola del possesso alternato.

Ma che cos’è un tiro libero? Si tratta di una situazione di gioco in cui un giocatore di una delle due squadre, generalmente dopo aver subito un fallo sul tiro, può tirare separatamente un tiro dalla già citata linea dei 4,22 valevole 1 punto per ciascun punto assegnato al tiro che stava prendendo prima di subire fallo. Quindi se il tiro valeva 2, il giocatore avrà 2 tiri liberi. Se il tiro, invece, valeva 3 i tiri liberi saranno 3. Se, invece, il tiratore ha subito fallo ma ha comunque realizzato un canestro la difesa verrà punita con un libero supplementare, che si somma al valore del canestro già realizzato.

Passiamo ad analizzare le linee restanti nelle due metà campo: in entrambe, in Area FIBA viene tracciata una semicirconferenza a una distanza costante di 6,75 metri dal centro del canestro, chiamata linea del tiro da 3 punti. Un canestro segnato oltre tale linea vale 3 punti anziché 2, come avviene con un normale canestro segnato dall’interno di questa linea.

In NBA tali misure variano: la linea curva superiore è distante 7, 25 m da canestro mentre le due linee laterali si avvicinano fino a 6,72 m da canestro. Il motivo? Più semplice del previsto, permettere ai piedi dei giocatori di entrarci.

 

Regole basket FIBA e NBA: i giocatori

Partiamo dalla palla: le dimensioni sono variabili tra uomini e donne. Gli uomini giocano con palloni dal diametro di 24, 8 cm mentre le donne con palloni leggermente più piccoli (23 cm).

Ogni squadra, però, è composta da 5 giocatori. Ciò che varia tra NBA e Area FIBA è la lunghezza delle panchine. In Area FIBA anche l’allenatore può avere a disposizione una rosa di 12 atleti tra i quali effettuare cambi quando lo ritiene necessario, senza alcuna limitazione. In NBA tale numero sale dai 13 ai 15 giocatori, mentre l’intera profondità del roster è aperta addirittura a 17 giocatori complessivi totali.

Un giocatore viene espulso quando commette 5 falli (in FIBA) o 6 falli (in NBA): un fallo è un’azione incongrua di un giocatore nei confronti di un avversario, contraria alle regole del gioco.

I falli possono essere anche: tecnici o antisportivi (in FIBA) oppure tecnici, flagrant 1 o flagrant 2 in NBA.

Il fallo tecnico è un fallo speciale ravvisato dall’arbitro nei confronti di un comportamento irregolare di un giocatore che non è collegato a contatti fisici e dinamiche sportive (pensate alle eccessive proteste.)

L’antisportivo è invece un fallo fisico contro lo spirito del gioco: pensate ai falli tattici commessi contro un giocatore lanciato da solo verso il ferro (quello che nel calcio sarebbe fallo da ultimo uomo, nel basket “clear path to the basket”) o a falli eccessivamente e sproporzionatamente violenti.

Alla logica degli antisportivi assomiglia la logica NBA dei flagrant: il tipo 1 è legato a contatti di minore tenuità e pericolosità mentre il tipo 2 porta direttamente all’espulsione e punisce comportamenti deliberatamente pericolosi e totalmente contrari allo spirito del gioco (pensate a falli commessi sopra la linea delle spalle, pericolosi e deliberati).

Sia in NBA che in Area FIBA, chi colleziona 2 falli speciali, quindi tecnici o antisportivi (o flagrant) è automaticamente espulso dalla gara anche senza dover raggiungere il limite di 5 o 6 falli.

 

Regole basket FIBA e NBA: il palleggio e le sue infrazioni

Come ben saprete una dinamica fondamentale del basket è il palleggio: commette un’infrazione che porta alla palla persa anche chi si muove per il campo senza far rimbalzare il pallone a terra con una mano per volta.

Sia in NBA che in Area FIBA i giocatori di basket si muovano sempre palleggiando nel tentativo di portare il pallone verso il canestro degli avversari. Anche il palleggio ha le sue regole codificate però. Andiamo di seguito a inquadrare le principali infrazioni sul palleggio:

A) Infrazione di passi (traveling): commessa da chi commetta più di due passi consecutivi con entrambi i piedi senza effettuare un palleggio. Una volta che si è chiuso il palleggio è possibile muovere un solo piede, il secondo che si è poggiato per terra. Il piede che resta fisso per terra si chiama piede perno e non può mai fuoriuscire dall’immaginaria “impronta” che ha tracciato nel momento dell’arresto. Se, invece, il giocatore commette due passi prima di palleggiare commette i “passi in partenza”, che si concretizzano prima ancora che nasca il palleggio.

B) Infrazione di palla accompagnata (palming): sul palleggio la mano dev’essere sempre sulla parte superiore del pallone, mai sfiorarne la parte inferiore. Quando questo avviene siamo di fronte a un’infrazione comparabile ai passi o al doppio palleggio, di cui parleremo ora.

C) Doppio palleggio: avviene quando il giocatore blocca il palleggio e poi riprende a palleggiare o, alternativamente, quando poggia contemporaneamente entrambe le mani sul pallone nell’atto di palleggiare. Gli effetti sono i medesimi delle infrazioni precedenti.

C’è un modo per non commettere mai passi in una situazione dinamica di attacco a canestro o di passaggio? Certo, il famoso “terzo tempo”: ciascun giocatore può effettuare al massimo due passi sia in situazione di ricezione dinamica che se smette di palleggiare mentre corre verso il canestro. In tale situazione può fare al massimo due passi, alternando i piedi, prima di effettuare il gesto tecnico che gli interessa, senza commettere un’infrazione.

Sia in Area FIBA che in Area NBA i regolamenti sono ormai uniformi: è concesso anche l’ormai noto “passo 0” che altro non è che quel mezzo passo che viene compiuto contemporaneamente alla ricezione della palla. Dopo tale passo è possibile sia perfezionare un arresto per una partenza in palleggio che effettuare direttamente un terzo tempo: questa regola, nella sua ratio, dovrebbe contribuire a rendere più spettacolari e imprevedibili le partite.

Per questa prima, corposa, infarinatura sulle regole NBA e le differenze con l’area FIBA ci fermiamo qui. Speriamo di aver soddisfatto la vostra curiosità di neofiti e, se l’iniziativa vi è piaciuta, magari torneremo con alcuni approfondimenti più specifici su sfumature ancora più tenui tra i due mondi.

La pallacanestro è uno sport meraviglioso e conoscerne le regole, senza dubbio, ci aiuta a goderne di più!

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