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Esclusiva NbaReligion: intervista a Davide Chinellato

Finali di Conference, Draft e free agency: ecco la nostra chiacchierata con Davide Chinellato de La Gazzetta dello Sport

chinellato davide

Veneto di nascita, milanese di adozione. Da 11 anni a La Gazzetta dello Sport dove guida la sezione NBA di Gazzetta.it. Per due stagioni è stato nella giuria internazionale che decide i premi di fine stagione e i partecipanti all’All-Star Game. Quando si parla di NBA, in Italia, è sicuramente una delle voci più autorevoli e noi di NbaReligion.com abbiamo avuto il piacere di scambiarci due chiacchiere.

Un’intervista che ci introduce alle Finali di Conference che stanno per iniziare, che ci prepara al Draft e alla lunga e interessante prossima free agency. Buona lettura.

Siamo giunti alle finali di conference. Ad Ovest, la sfida tra Portland Trail Blazers e Golden State Warriors può essere letta anche come la sfida tra i migliori backcourt della lega: che serie dobbiamo attenderci? I ragazzi di Terry Stotts hanno una chance o vedi i Warriors, nonostante Durant possa saltare le prime due partite, nettamente favoriti?

Onestamente vedo Golden State nettamente favorita. Portland è senza dubbio la sorpresa di questi Playoff, soprattutto visto l’infortunio occorso a Nurkic. Io vedevo i Blazers fuori addirittura con OKC al primo turno e invece si sono riscoperti squadra “da battaglia”. Hanno definitivamente sfatato il mito legato alla pochezza della loro panchina perché Rodney Hood è stato un protagonista assoluto, Seth Curry si sta ritagliando uno spazio importante da “specialista” alla Kyle Korver ed il duo Collins-Kanter ha mostrato ottime cose. Poi ci sono Lillard e McCollum. Il primo ha giocato una post season, fino ad ora, clamorosa così come CJ che nel secondo turno è stato ai livelli di Dame se non addirittura superiori. Detto ciò non si possono non dare i Warriors favoriti. Non sono profondissimi ma la qualità media dei titolari è nettamente superiore a quella degli avversari. Inoltre Curry e Thompson hanno dimostrato di saper giocare e vincere anche senza Kevin Durant che comunque tornerà dopo, massimo, due partite.

L’Est invece ci propone Milwaukee-Toronto che vede, uno contro l’altro, i due migliori giocatori di questi Playoff (assieme a Durant e Lillard): secondo te sarà una sfida Antetokounmpo-Leonard o ipotizzi possa essere decisivo, ai fini del risultato finale, il supporting cast?

Parto col dire che per me Leonard è, insieme a Durant il miglior giocatore dei Playoff fino a questo momento. Giannis lo metto un gradino sotto ma comunque siamo nella Top5. Sebbene siano fenomeni e lo stiano dimostrando sul campo, credo però che paradossalmente saranno più decisivi gli altri. Sono chiaramente le star principali della serie ma credo che si possano annullare. Nel senso che non vedo uno più forte dell’altro e questo inevitabilmente costringerà qualche “gregario” ad emergere. Questo potrebbe essere un problema per i canadesi perché fino ad ora il supporting cast dei Bucks è stato nettamente superiore a quello dei Raptors che sono parsi Leonard-dipendenti. Gli sprazzi di Gasol, Lowry e Ibaka sono stati troppo rari e l’involuzione di Siakam è seriamente preoccupante. Perché dall’altra parte c’è una squadra solida, profonda e che mi aspetto letale dal perimetro (punto debole della difesa Raptors). Nurse deve essere bravo nel trovare qualcuno che aiuti con continuità Kawhi perché l’ex Spurs, da solo, stavolta non basta.

Dai vincitori passiamo agli sconfitti. Fatta esclusione per Denver, il cui futuro mi sembra definito e assolutamente roseo, le situazioni di Houston, Boston e Phila sono tutte in divenire. Cosa ci dobbiamo attendere dall’estate delle tre deluse delle semifinali?

Credo che le scelte più complicate le debba fare Boston. I Celtics infatti sono davanti ad un bivio legato alla conferma o meno di Kyrie Irving. Un giocatore dal talento cristallino che però, a mio parere, ha fallito nella sua prima prova da leader in carriera. Ha fallito in regular season con l’approccio “LeBroniano” verso i giovani, che ha spaccato lo spogliatoio ed è costato probabilmente il primo posto, ma soprattutto ha fallito tecnicamente, quando contava davvero. Inoltre è palesemente il giocatore più bizzoso in NBA e non si capisce mai quali siano le sue reali intenzioni. Boston però deve capirlo al più presto perché il futuro è alle porte. Non è un segreto che ai Celtics piaccia e tanto Anthony Davis ma per arrivare a lui dovrebbero sacrificare Tatum, che ha vissuto Playoff modesti, ma resta un talento. Personalmente credo che la scelta migliore sia lasciar partire Irving e trattare con i Pelicans per arrivare a Davis. Houston e Philadelphia, pur con qualche differenza, sono più o meno nella stessa posizione ovvero entrambe credo vogliano dare ancora una chance ai rispettivi gruppi. I Rockets hanno fatto passi avanti rispetto agli ultimi Playoff, Harden che ha giocato la miglior post season da quando è in Texas ma anche quest’anno non si è espresso ai livelli della regular season. Il problema per Houston è che la loro finestra per vincere, con questo gruppo, è lunga un’altra stagione perché CP3 mi sembra in fase discendente. Anche Phila vorrebbe mantenere lo stesso gruppo però dipende molto dalla volontà dei giocatori. Butler e Harris sono in scadenza: il primo pretenderà un massimale e il secondo qualcosa di molto simile. Io fossi nella dirigenza farei di tutto per non perdere nessuno e non licenzierei Brown perché, a mio parere, la stagione dei Sixers è girata con l’infortunio di Embiid post All-Star Game. Con lui al 100% probabilmente sarebbero arrivati in Finale di Conference.

Sempre parlando di futuro affrontiamo il discorso Draft. Tra qualche ora, a Chicago, ci sarà la Lottery: dando per scontato Williamson alla uno chi saranno secondo te le prime 5 scelte? 

Williamson alla uno è scontato. Ja Morant e R.J. Barrett nella Top3 anche. Per sapere chi sarà scelto per secondo e chi per terzo occorrerà attendere l’ordine di chiamata delle squadre. Dietro di loro, per completare la Top5, io vedo DeAndre Hunter e Jarrett Culver. La sensazione comunque è che questo Draft sia composto da 2/3 fenomeni, altrettanti buonissimi giocatori ma poi non così profondo come negli anni passati. Chi sceglie nelle prime 5 sarà sicuramente soddisfatto, chi sceglie sotto dovrà affrontare qualche incognita in più.

Passiamo all’attualità e ai Lakers. Frank Vogel nuovo coach, Jason Kidd assistente. Come valuti la scelta della dirigenza e cosa ci dobbiamo attendere dalla free agency giallo-viola?

Anzitutto Vogel non era né la prima né la seconda scelta. È un coach che si è costruito una buona reputazione grazie agli anni di Indiana dove ha fatto molto bene però è un allenatore per niente hollywoodiano. Nel senso che, per quello che ho potuto osservare io, è un coach che mette il gruppo avanti a tutto e il gruppo non mi pare esattamente uno dei punti di forza dei Lakers. Inoltre non ha mai lavorato con una star come LeBron. È vero che ha creato Paul George e portato Roy Hibbert a giocare un All-Star Game ma il Re è altra roba. On top poi c’è Kidd: una figura ingombrante che rischia di sminuire la sua autorità e rischia di creare ancora più confusione nello spogliatoio visto che in molti lo vedono già come successore in caso di partenza con handicap. In definitiva penso che la scelta di Vogel sia stata fatta per riempire una casella per potersi concentrare a pieno sulla free agency. Anche su questo punto i Lakers devono capire cosa vogliono essere da grandi: se la squadra di LeBron o una squadra in ricostruzione con LeBron. La cosa certa è che sarà un’estate fondamentale per i giallo-viola perché 6 anni senza Playoff sono un’eternità e non averli fatti, in questa stagione, senza il più forte di tutti è una sberla pesante. Il suo infortunio poi ha fatto capire che la finestra per vincere è meno lunga di quello che pensavano, perché gli anni passano anche per il Prescelto. Saranno mesi decisivi per il loro futuro perché fino ad ora hanno rimandato molte decisioni e quelle che hanno preso, le hanno sbagliate.

Abbiamo toccato un po’ l’argomento free agency quindi restiamoci. Dove ti immagini nella prossima stagione Durant, Leonard, Thompson, Butler, Irving e Walker?

Durant credo non abbia ancora deciso e molto dipenderà da come finiranno i Playoff: in caso di vittoria andrà via sicuramente mentre dovessero perdere non sarei sorpreso rimanesse ancora una stagione anche se prima o poi proverà a vincere “da solo”. Simile il discorso per Leonard nel senso che, se Toronto va alle Finals, per me resta in Canada altrimenti potrebbe andare ai Clippers. Thompson, nonostante i rumors, non vedo probabile che lasci i Warriors. Uno tra Irving e Walker potrebbe essere il futuro dei New York Knicks. Vedo più probabile Kemba mentre la situazione di Kyrie è di difficile lettura. Butler infine: o resta ai Sixers o va da LeBron.

Un focus sui personaggi di casa nostra, stavolta però non sui giocatori ma sugli allenatori: Messina e Scariolo. È notizia di ieri che Cleveland ha affidato la panchina a John Beilein preferendolo anche all’ex coach del CSKA: come mai secondo te ancora non riesce a diventare un capo? Riguardo Scariolo volevo sapere cosa ne pensi del suo ruolo nello staff di Nurse e se, la crescita di Ibaka in questi Playoff possa essere anche merito suo. 

La faccenda Cavs-Messina è un altro schiaffo ad un allenatore che non lo merita assolutamente. Credo che per lui inizi un periodo di riflessioni perché è evidente che l’NBA non si sente ancora pronta ad affidarsi ad un coach Europeo, visto anche il fallimento di Kokoskov a Phoenix. Non so se avrà la pazienza di aspettare 2/3 stagioni per il ritiro di Popovich e temo che questa delusione, non la prima, lo stia facendo riflettere sul fatto di tornare ad allenare in Europa perché io in Messina vedo un capo, non un assistente, seppur di grande rilevanza. Non so se il giro di panchine NBA sia chiuso visti i rumors su Brown, Donovan e Brooks ma, qualora non dovesse trovare un ruolo da head coach in questa stagione, vedo la sua storia in NBA ai titoli di coda. Riguardo Scariolo, se guardiamo il coaching staff di Toronto è evidente che sia lui l’uomo di esperienza. Il fatto di essere allenatore di una nazionale forte come la Spagna gli dà credibilità e per questo credo sia ascoltato. Concordo che la sua presenza possa aver aiutato Ibaka a ritrovare quella verve che sembrava smarrita e credo sia stato importante anche per Marc Gasol.

Ultimissima: per due stagioni sei stato membro della giuria internazionale che decideva i premi di fine stagione. A chi sarebbero andati i tuoi voti quest’anno?

James Harden MVP, Luka Doncic ROY, Paul George Difensore dell’anno, Mike Budenholzer Allenatore dell’anno, Lou Williams Sesto Uomo dell’anno e Pascal Siakam MIP.

A nome di tutta la redazione di NbaReligion.com, un caloroso ringraziamento a Davide per la gentilezza e per la grande disponibilità concessaci.

 

 

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