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Risultati NBA, Denver torna ufficialmente ai playoff! San Antonio sconfigge i Warriors, OKC cade contro gli Heat, Dirk passa Wilt, ma a Dallas non basta

Vittoriosi anche i Cavs, i Jazz, i Raptors, i Bulls e i Blazers

(36-34) Detroit Pistons 119 – 126 Cleveland Cavaliers (18-53)

Vittoria sorprendente dei Cleveland Cavaliers, che senza Kevin Love riescono ad affondare i Detroit Pistons, pur privi di Blake Griffin. La squadra di Motown è attualmente sesta nella Eastern Conference, con una partita di vantaggio sui Brooklyn Nets settimi e due e mezzo sui Miami Heat ottavi.

Dopo un primo quarto favorevole a Detroit, che chiude sul +7 alla prima sirena, Cleveland recupera nel secondo, tornando a -1 all’intervallo lungo. Il terzo periodo è in assoluto equilibrio, così come l’ultimo, nel quale le squadre si ritrovano per ben sei volte in pareggio, e si scambiano cinque volte il vantaggio. A 1 minuto e 54 secondi dalla fine Collin Sexton piazza la tripla del sorpasso Cavs (115-114). Dall’altra parte Wayne Ellington sbaglia, e Cedi Osman lo punisce, andando a insaccare a sua volta la tripla del 118-114. Detroit sbaglia ancora un tiro da tre con Reggie Jackson, e ci pensa di nuovo Sexton, quando mancano 39 secondi, a infilare la tripla del 121-114 che chiude un parziale di 10-0 per Cleveland, e la partita.

I Cavs mandano ben sette giocatori in doppia cifra: tra di loro spiccano Collin Sexton (27 punti), Cedi Osman (21 con 6 assist), Nick Stauskas (17) e Brandon Knight (16). A Detroit, che in difesa concede un 58% dal campo, non basta la prova di Andre Drummond (21 punti, 21 rimbalzi) né quella di Wayne Ellington (25 punti).

(41-29) Utah Jazz 116 – 95 Washington Wizards (30-41)

Vittoria fondamentale in ottica playoff per gli Utah Jazz, che nella trasferta nella capitale federale, riescono a battere i Washington Wizards di Bradley Beal. Per i capitolini, fermi all’undicesimo posto nella Eastern Conference, l’idea di un accesso ai playoff si fa sempre più labile. I Jazz invece fortificano la loro settima posizione in una Western Conference sempre più ipercompetitiva.

Utah parte meglio, e prende il controllo della gara fin dal primo quarto, portandosi subito a +7. La squadra di Salt Lake City si preoccupa soprattutto di difendere forte su Bradley Beal, per impedirgli di ripetere le sue ultime, stellari, prestazioni. Senza l’apporto offensivo del suo uomo più prolifico (saranno 4/12 al termine per Beal), Washington va in alto mare, e Utah scappa, aumentando il vantaggio a +12 all’intervallo lungo. Nel terzo periodo le cose non cambiano, e Utah allunga ancora, toccando anche il +20. Washington, che tira con un mesto 42% dal campo e 30% da tre, si arrende infine alla maggiore efficacia degli avversari (54% dal campo e 38% da tre con ben 14 triple mandate a bersaglio).

Nei Jazz, oltre ai 19 punti di Donovan Mitchell, sono da rimarcare i 18 di Jae Crowder, i 16 di Joe Ingles, la doppia doppia da 14 punti e 14 rimbalzi di Rudy Gobert (6/6 dal campo per lui) e la prestazione da 8 punti e 10 assist di Ricky Rubio. Washington risponde con i 19 punti e 7 rimbalzi di Jabari Parker, i 15 di Bradley Beal e i 12 di Trevor Ariza.

 

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  1. Giorgio

    19/03/2019 16:03

    Questa volta tutti i giovani di Boston giocano male e dopo un difficile inizio, è la coppia Irving-Horford a tenere i biancoverdi in partita, ma quando prendi 14 rimbalzi in meno degli avversari non puoi pensare di vincere. Ennesima partita persa nel pitturato.
    Boston soffre la mancanza di un centro titolare, (Baynes resta solo un buon cambio); quando ti accorgi di essere inferiore anche a Denver le prospettive post-season diminuiscono ancora.
    Chissà perchè Danny Ainge ha deciso di puntare tutto sull’anno prossimo, nonostante una stagione così incerta e senza una squadra veramente dominante e bastava poco per essere davvero competitivi per il titolo..
    Vedendo come sta giocando Randle, che era disponibile e non costava granchè, (non interessando molto ai Pelicans), vedendo come continua a giocare Vucevic, a cui forse prima dell’infortunio di Bamba ci si poteva arrivare senza grossi sacrifici, (free agent in estate con una squadra giovane e forte solo nel front-court), c’è da mangiarsi le mani…
    Prometto che è l’ultima volta che vado avanti con questa storia..
    Davvero.

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